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Rogno, Jan e il festival internazionale della musica generata con l’AI: “Arrivano canzoni da tutto il mondo”

Future Frequencies HUB è il primo portale italiano, dedicato alla musica generata con l’AI, l’intelligenza artificiale. Ed è proprio dall’idea di chi l’ha fondato, Jan Nava, di casa a Rogno, che è nato il Future Frequencies AI Music Festival, quest’anno alla seconda edizione.
L’anno scorso sono partito costruendo un sito web di musica creata completamente o parzialmente con l’intelligenza artificiale. Sono partito anche con il festival con 156 iscritti online da tutti i paesi nel mondo, coinvolgendo anche organizzazioni di volontariato mentre quest’anno andiamo a coinvolgere delle comunità di recupero di tossicodipendenti. Insomma, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, in questo caso serve anche un po’ come terapia e come strumento di storytelling, che quindi ti permette di raccontare una storia”.
Come ti è venuta questa idea? “Tutto è nato l’anno scorso tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, io mi occupo di intelligenza artificiale nell’ambito delle aziende, ma anche legata al sociale. Sono partito perché sono appassionato di musica e mi ha colpito la capacità dell’intelligenza artificiale di dare un risultato piuttosto sorprendente. La prima cosa che ho fatto è stata aprire un mio profilo Spotify e creare delle canzoni però poi ho deciso di aprire un sito web con lo scopo di portare l’intelligenza difficile a livello di festival e di vari contest, ma soprattutto per capire cosa possiamo fare con questa nuova tecnologia, in particolare nell’ambito musicale. Il focus è: l’uomo in mezzo a questa rivoluzione digitale, dove sta? Serve o non serve, sarà sostituito? Insomma tutte queste domande che arrivano a causa dell’intelligenza artificiale. Da qui con il festival ho cercato di coinvolgere più persone possibili con lo scopo di dare un’opportunità a tutti, e infatti, ci muoviamo anche in centri di recupero per cercare di portare questo valore ovunque e far sì che ci possano essere anche dei programmi e dei progetti magari un po’ diversi rispetto al solito. Collaboriamo con le scuole, con i centri di recupero e probabilmente in futuro anche con delle rsa. L’idea è proprio quella di ragionare su cosa può fare l’uomo visto che c’è l’intelligenza artificiale. Siamo qui a fare semplicemente gli uomini, quindi a portare valore attraverso l’umanità e la tecnologia”.
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