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Monte Pora: il Tar dà ragione al Comune di Castione

La sindaca: “Chi aveva fatto ricorso ha speso più che per il versamento della quota dovuta che dovrà ora comunque pagare”.

La notizia qualcuno l’avrà già letta a fine dicembre ma noi abbiamo voluto approfondirla ed aggiornarla chiedendo personalmente gli sviluppi al Sindaco Samantha Tagliaferri. La questione è la lunga diatriba tra il comune di Castione della Presolana e le proprietà del Monte Pora circa chi dovesse mettere mano alla rete fognaria al servizio di case e attività commerciali dell’area. Infrastruttura ammalorata e che in certi tratti ha provocato persino sversamenti di liquame in superficie. Certo non un bel biglietto da visita per una delle località turistiche più note della Lombardia e oggetto di notevoli investimenti negli ultimi anni da parte di società per il rilancio turistico/sportivo.
Così il riassunto: negli anni 70 il Comune stipulava con la società lottizzante una convenzione relativa alla urbanizzazione in Pora; questa convenzione ha previsto l’impegno da parte della società di realizzare le opere di urbanizzazione primaria, ovvero le strade, gli spazi sosta e parcheggio, le fognature. Si stabiliva poi, che gli impianti di tutti i servizi sarebbero passati a titolo gratuito al Comune accertata la regolare esecuzione. Ma l’impianto di depurazione appariva fin da subito inadeguato alla sua funzione. Nel corso degli anni seguenti la gestione di questo impianto è stata assunta da diversi soggetti: il Consorzio “Centro residenziale Malga Alta Pora” poi dalla “Associazione Residenze del Pora”, poi dal “Consorzio Monte Pora”. L’impianto è poi stato abbandonato dai privati sino a giungere ad uno stato di totale ed irreversibile inutilizzabilità.
Nel tempo il Comune si è sempre rifiutato (ogni amministrazione n.d.r) di acquisire l’impianto così come la sua gestione proprio perché inadeguato.
Il 12 novembre 2021 l’amministrazione retta da Angelo Migliorati avviava il procedimento, preordinato alla dichiarazione di inagibilità degli immobili compresi nella lottizzazione, in caso di persistente carenza di un adeguato sistema di smaltimento delle acque reflue. E nel 2023 il fattaccio brutto dello sversamento di rifiuti fognari. Così nell’estate del 2023, precisamente il 31 agosto, il Sindaco Migliorati emanava l’ordinanza con al quale veniva ordinato alla società lottizzante e a tutti i soggetti proprietari, di eseguire tempestivamente i lavori di ripristino della rete fognaria. E così si arriva alla questione: l’ordinanza veniva impugnata presso il TAR  (Tribunale Amministrativo Regionale) di Brescia da numerosi soggetti destinatari dell’ordinanza del Sindaco. Nel frattempo, arriva il commissario e poi nuove elezioni che danno la vittoria al gruppo del Sindaco Tagliaferri.
In che situazione siamo quindi oggi? “Il comune ha sempre avuto un punto fermo, ovvero che le aree erano ancora dei privati e che la realizzazione delle fognature spettasse quindi a loro. I rapporti tra privati e amministrazione si sono riaperti col commissario e sono riusciti finalmente a stipulare un atto transattivo dove i proprietari delle unità immobiliari e di tutte le attività economiche avrebbero messo una quota, (più di 500 i soggetti coinvolti) come divisione di spesa per rifare la rete fognaria. Sono così stati dati gli incarichi di progetto preliminare ad un ingegnere e poi il comune si sarebbe preso in carico l ‘onere di appaltare i lavori e di seguirne la realizzazione.Tutti coloro che avevano firmato questo atto, avevano la garanzia che versata la quota spettante nessuno avrebbe più chiesto nulla a loro”.
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