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Tavernola, la parola agli ex sindaci/1 – Natale Colosio: “Sul cementificio  è calato uno strano e grande silenzio”

Sindaco dal 1993 al 1995: il tempo del nuovo avvallamento a lago. L’emergenza, il ponte di ferro, la convenzione con la cementeria…

Sono i “grandi vecchi” del paese, quelli che hanno fatto il sindaco in anni che sembrano ormai preistoria, che coltivano delusioni e illusioni, amori e qualche rancore, speranze e rimpianti. Cominciamo da Natale Colosio, che quest’anno compirà 75 anni, età “canonica” per la Chiesa. Ma lui in pensione c’è già. Ma non si è ritirato a “vita privata”, in questi anni è stato il punto di riferimento per chi voleva candidarsi a sindaco, a volta deus ex machina, a volta soltanto “consigliere” defilato. Cominciamo dal passato. Hai fatto il sindaco in che anni?
“L’ho fatto dal 1993 al 1995”
Tre anni soltanto, perché?
“Quando si è dimesso Privato, hanno nominato me”.
Bisogna ricordare che nel 1992 non c’era ancora la legge dell’elezione diretta dei sindaci (varata nel 1993). Quindi era il Consiglio comunale che nominava i sindaci. Per cui le dimissioni di Privato Fenaroli non comportavano la caduta dell’amministrazione, il Consiglio comunale nominava il nuovo sindaco.
“Infatti, io sono stato eletto dal Consiglio comunale il 19 gennaio 1993 e sono restato in carica fino all’aprile 1995 quando ci sono state le nuove elezioni”.
In quei tre anni è successo qualcosa di particolare per Tavernola? (è una domanda retorica, ovviamente).
“È successo che è crollato un pezzo della strada provinciale. Siamo intervenuti, è stato fatto un ponte di barche e…”.
Un’emergenza mica da poco. Il paese non era più collegato con Predore, Sarnico e Bergamo…
“Infatti, è stato un triennio di quelli, diciamo, interessanti…”.
E alla fine del triennio ti sei ricandidato e hai perso. Bel ringraziamento per aver affrontato quel problema mica da poco.
“Sì, hanno eletto Gabriele Foresti”
Ma in tutti questi anni non ti sei tirato indietro.
“No, ho fatto cinque anni in minoranza. Poi sono stato un po’ per conto mio e mi sono presentato nel 2000 e ho perso per 5 voti contro Leandro Soggetti, c’erano tre liste e Leandro succedeva a Gabriele
Via via, menare e scaricare anche l’infanzia amministrativa, direbbe Jannacci. E veniamo al presente anche se le radici sono sempre nel passato. Tavernola sembra attraversare una crisi di identità. Per decenni il cementificio è stato la croce e delizia del paese, ha condizionato la sua storia. Ma negli ultimi decenni c’è stata la rottura, il paese sembra voler cambiare pelle (economica).
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