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Politica, e anche in Provincia si va al duello Gafforelli/Gandolfi

A fine marzo si va ad eleggere il nuovo Presidente della Provincia di Bergamo, duello tra Gandolfi e Gafforelli.

Clusone è stato “sacrificato” sull’altare del “non facciamo prigionieri” che è un po’ il mantra del centrodestra nazionale, cui si sono dovuti adeguare a livello regionale e provinciale. E proprio sul fatto che a fine marzo si va ad eleggere il nuovo Presidente della Provincia di Bergamo c’è stata la prima prova della Trinità del centrodestra, con qualche mugugno locale, in quanto si vanno a rompere rapporti personali trasversali negli enti locali. Fatto sta che il centrodestra provinciale ha trovato la quadra sul “suo” candidato, Gianfranco Gafforelli, sindaco di Romano di Lombardia, in quota Forza Italia. Il che ha provocato malumori nei vari partiti. Ma Gafforelli garantisce una sorta di continuità, essendo già stato presidente della Provincia. E l’attuale Presidente uscente, Pasquale Gandolfi che da un anno è anche presidente nazionale dell’Unione delle Province? Ha sfogliato la margherita, mi presento, non mi presento ecc. Alla fine di gennaio dovrebbe ricandidarsi ufficialmente alla guida del centrosinistra. Ricordiamo che a votare per il Presidente non saranno i cittadini, ma i sindaci e i consiglieri comunali di tutti i Comuni della provincia. Gafforelli però, forse anche su input del deus ex machina forzista Alessandro Sorte, si sta già muovendo per avere anche il consenso di parte del centrosinistra. “Cosa che doveva fare Gandolfi nel campo opposto, se si fosse mosso per tempo” commenta un sindaco.
L’anomalia è che si vota per il Presidente, non per il Consiglio provinciale che scadrà in autunno. Gandolfi (quota Pd) era però riuscito in questi anni a comporre un’amministrazione ecumenica, con rappresentanti nella stanza dei bottoni partiti diversi, oltre al Pd anche Forza Italia e Lega. Era rimasto all’opposizione (si fa per dire per un ente di secondo livello con competenze operative più che politiche) Fratelli d’Italia.
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