Sovere, terremoto in Biblioteca. L’assessore Silvia Beretta: “Ci sono regole da rispettare, per le attività con risvolti economici per esempio è tutto molto delicato. E’ stato uno scossone ma ripartiamo con lo stesso entusiasmo”
“Sicuramente è stato uno scossone, ma dopo alcuni chiarimenti interni, siamo sereni e andiamo avanti. A fine mese ci sarà il consiglio comunale in cui prenderemo atto delle dimissioni del presidente e della commissione biblioteca e ripartiremo dal punto in cui ci siamo lasciati”, è così che l’assessore alla Cultura del Comune di Sovere Silvia Beretta inizia a raccontare la vicenda che ha visto le dimissioni della presidente della Biblioteca e della commissione (uno dei sette membri, Mariateresa Carrara, non si è dimessa).
“Ringraziamo la commissione per il lavoro svolto in questi anni, sono stati fatti progetti e attività molto belle per la nostra comunità e nessuno ha avuto mai nulla da ridire, è stato bellissimo collaborare, ma sono anche stati anni molto faticosi, perché non è stato facile far passare il messaggio che la commissione non è un’associazione e ci sono delle regole ben precise da rispettare. Io in primis da assessore e membro di riferimento in commissione ho fatto la spola con gli uffici proprio perché si tratta di attività più pratiche e nel momento in cui si vogliono organizzare attività con dei risvolti economici tutto diventa più delicato, ed è giusto che la parte politica sia da tramite. Proprio per questo fin dall’inizio ho cercato di chiarire quali erano le linee guida da tenere in considerazione, giustamente per chi per la prima volta si approccia alla vita amministrava, per sapere dove si può arrivare, quali paletti ci sono e soprattutto perché ci sono questi paletti a volte sembrano tanto brutti. Queste sono dinamiche che in particolare in quest’ultimo anno sono state sviscerate con molta insofferenza. Io sono una persona chiara e in questi anni ho spiegato più volte tutte queste dinamiche e su questo non insisterò più… è andata così, non ci si è capiti? Non lo so. Sicuramente questa commissione per quanto di bello abbia fatto, è stata più un’associazione e il bello di un’associazione è che può avere un’economia fluida, cosa che però un Comune non può fare. Non solo, noi non abbiamo un ufficio cultura, ma un ufficio che comprende segreteria, affari generali, anagrafe, protocollo e via dicendo”.
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