Clusone, il candidato del centrodestra Balduzzi: “Non sono una terza scelta. Non giudico mai il lavoro degli altri. Io propongo il mio, sarà l’elettore a scegliere”
“Il mio nome l’ha fatto Belingheri. Non ci sarà Paolo Olini. Antonella Luzzana sarà in lista. Minuscoli-Moioli? Li sentirò”
«Otto come voto nel pagellone di fine anno al sindaco Massimo Morstabilini mi sembra eccessivo. Se fossimo a scuola direi: “poteva dare di più. Ha fatto il compitino!”. È stato fortunato perché durante questo suo mandato non ha avuto scandali. Però ha avuto tantissimo tempo, da settembre del 2020, al maggio del 2026. Più di cinque anni e mezzo, come la durata della II guerra mondiale in Europa. Avrebbe potuto cambiare faccia a Clusone e invece…»
Giuseppe Balduzzi è determinato. È lui, veterinario in pensione, classe 1958, l’uomo scelto dal centrodestra clusonese per guidare la lista che sfiderà l’attuale primo cittadino.
«Nel corso degli ultimi mesi ho partecipato a numerosi incontri. Il mio nome è stato fatto da Franco Belingheri, che conosco dai tempi del liceo e con cui sono stato in consiglio comunale tra il 1985 e il 1994. Ha pensato a me perché sono da sempre di centrodestra, mi riconosco in tante posizioni di tutti i tre partiti, ma non ho nessuna tessera; quindi, non avrei intaccato gli equilibri tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia».
Ma si sente terza scelta come scritto dal nostro giornale?
«Assolutamente no. Certo sfidare un sindaco uscente è sempre difficile. Però stiamo lavorando uniti e c’è molto entusiasmo. Quindi ci aspetteranno dei mesi impegnativi ma belli».
Perciò nel vostro simbolo ci sono quelli di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia?
«Sì».
E i nomi dei candidati li avete già scelti?
«Logicamente qualche nome già circola. Ognuno dei tre partiti sceglierà tre candidati consiglieri e il candidato sindaco, ovvero io, sceglierà gli altri tre da inserire in lista. Di sicuro ci saranno tanti giovani».
Ci sarà Paolo Olini?
«Non penso. Mi sembra che abbia già dato tanto per Clusone. Insomma, dieci anni di amministrazione come sindaco, mi sembra che siano un’enormità. Candidarlo nel 2020 come consigliere forse è stato un errore tattico. Però certo, è nella norma non troncare il lavoro di due mandati».
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