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Cinzia (il sindaco di Cerete) e la passione per il cucito: “Realizzo borse con tessuti e materiali di riciclo”

Per il cinquantesimo compleanno si è regalata il marchio Lunelle: “Per me è un modo per staccare la spina”

Era un giorno di fine dicembre, sullo schermo del mio telefono compare una notifica: “Vai a vedere questa pagina”. Si chiama Lunelle e si presenta così: “Il mio laboratorio di idee nel quale realizzo borse fatte a mano. Solo pezzi unici e irripetibili”. Quel ‘fatto a mano’ mi attira fin da subito: la meraviglia dell’artigianato e la passione di chi lo vive. Invio un messaggio, chiedo informazioni. Scopro solo in un secondo momento che dietro questo progetto c’è… il sindaco di Cerete, Cinzia Locatelli. Sono stupita, ma nemmeno troppo, perché in più di un’occasione mi ha parlato della passione e della bravura della mamma, anzi, nel 2022 mi raccontava che “vengo da una famiglia di sarte e magliaie ed ero l’unica a non essere capace”. Insomma Cinzia, non hai perso tempo!
Come è nata questa idea? “Direi un po’ per caso, da alcuni anni mi diletto con il cucito ma mi diletto a fare cose per me, per i parenti e le amiche. Sai, io ho una fissa per la biancheria per la casa quindi la devo avere come dico io e non se non la trovo… me la faccio (sorride, ndr). Poi, un po’ per gioco in verità, ho iniziato a fare alcune borse per me e mia cognata… solo che queste borse effettivamente riscuotevano un certo apprezzamento e quindi più di una volta mi hanno chiesto di realizzarne altre perché le avevano viste ad un’amica… e quindi ecco, è partito tutto così. Non solo, quando c’era il Mercatino dei Briganti preparavo alcune borse per aumentare un po’ il numero di articoli e poi chi voleva, poteva acquistarle per beneficenza”.
Il 2025 è stato un anno importante e quello della svolta per Lunelle: “Sì, a dicembre ho compiuto 50 anni e mi sono regalata il marchio, proprio per dare un nome a tutto questo. Ogni anno con le amiche facciamo una cena dei compleanni visto che compiamo gli anni nel giro di pochi giorni e ho deciso di regalare una borsa ad ognuna di loro”.
Hai fatto tutto in gran segreto: “Sì ed ero anche molto titubante, perché sai, un sindaco è sempre sotto pressione e avevo timore che le persone lo vedessero come togliere del tempo al Comune… quindi le uniche persone che sapevano di Lunelle erano i miei figli, Gabriele e Federico, e chi ha disegnato il logo che mi ha dato una mano grandissima. Ho comprato una macchina ricamatrice e sono partita a realizzare le prime borse”.
Perché l’hai chiamato Lunelle? “In realtà avevo provato a cercare un nome ma non ho mai trovato nulla che mi piacesse e rappresentasse davvero quindi ho chiesto consiglio a Iriam Bettera, un amico che di mestiere fa l’architetto ma nel suo studio, sua figlia Andrea si occupa anche di una sezione legata alla grafica e mi ha fatto una serie di proposte tematiche e tra tutte queste proposte io e i miei figli abbiamo scelto questo Lunelle perché per prima cosa ci piaceva il suono, ma anche perché uno dei significati del mio nome è proprio ‘luna’ e quindi era il nome giusto”.
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