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Valgoglio, Boris e Irina, ospiti a Ca’ Rosèi, testimoniano la forza che ancora sostiene gli Ucraini dopo 4 anni di guerra

Hanno trascorso alcuni giorni a Novazza, ospiti di ‘Ca’ Rosèi’, dove hanno anche potuto dare agli amici bergamaschi notizie di prima mano su quanto succede in Ucraina: “Parliamo dei nostri amici ucraini Boris, che costruisce barche da turismo, e della moglie Irina che fa l’impiegata e si occupa manche della vecchia madre Pasqua– spiega Anna SerenaPirola -. Sono una coppia che vive a Kharkiv, a 40 km dal confine russo. Sono venuti a Milano per trovare la figlia, responsabile dell’ONG ‘Emmaus’ e il nipotino fuggito a tre mesi in braccio solo alla mamma perché il padre era stato fermato al confine. La coppia ha potuto trascorrere alcuni giorni sulla neve, e con loro abbiamo condiviso le cene e il racconto delle loro giornate in guerra… Colpisce molto, come documentano anche amici del MEAN che sono stati là, la forza che ancora li sostiene dopo 4 anni, dentro pesanti difficoltà, dolori, fatiche e incertezze”.
Boris ha anche raccontato della mancanza di elettricità in pieno inverno, delle bombe sulle centrali, della fatica a comunicare col cellulare ed a spostarsi. Anche il coprifuoco che all’inizio della guerra era alle 20, è passato alle 22 e poi alle 23. Boris è manager di un’azienda con 250 dipendenti e fa fatica a trovare gli operai per sostituire quelli al fronte, quelli che sono fuggiti e quelli che sono caduti.
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