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Socrate dixit

Socrate (almeno secondo Platone, perché di suo, Socrate, non ha scritto una riga) l’aveva detto, la povertà spinge verso la comunità, il benessere verso l’individualismo. In fondo sta tutta qui la crisi della democrazia, dell’ognuno a difesa del proprio orto, da chi al governo rivuole indietro i (pochi) poteri delegati all’Unione Europea a chi in paese è in lite perpetua col vicino di casa. Ma la povertà sta dilagando e ci si aspetterebbe quindi un ritorno al senso di solidarietà, di comunità. E allora perché il consenso va in direzione opposta? Semplicemente perché in questi decenni abbiamo perso fiducia nella democrazia, che è faticosa, è confronto e non scontro, non sapremmo da dove ricominciare (dal fare pace col vicino di casa, no?). E viene coltivata la speranza che un uomo (o donna) solo al comando possa risolvere tutto, soprattutto i nostri bisogni quotidiani. Non succede ma siccome tutti ci sperano (o ce lo fanno credere) continuiamo a sperarlo anche noi, in barba all’evidenza del contrario. E così si perpetua l’individualismo dove i ricchi si arricchiscono sempre di più e i poveri si impoveriscono sempre di più.