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Nembro, l’aggressione alla fermata Teb, la banda dei ‘maranza’ armati di coltelli e la paura mista a rabbia

Due ragazzi aggrediti alla stazione teb sono andati in ospedale. Quello colpito dalla bottiglia con una prognosi di 10 giorni, l’altro di 7.

Non è stata una lite. È stata un’aggressione”. Una donna di Nembro, una mamma con figli adolescenti, nonché professoressa ha voglia di chiarire. Lei era presente lunedì 12 gennaio, alla fermata Teb di via Camozzi e lei ha parlato con i tre ragazzi aggrediti.
Loro erano lì seduti sulla panchina a fumare una sigaretta. Si è avvicinato questo gruppo di otto ragazzi, conosciuti in paese proprio per la loro indole litigiosa. Gli hanno chiesto una sigaretta e gliel’hanno data. Ne hanno chiesta un’altra e l’hanno data, poi alla terza uno dei tre ha fatto la battuta: ‘ma così è furto’. Gli otto ragazzi si sono scagliati contro i tre. Uno è riuscito a scappare e a chiamare le forze dell’ordine. Gli altri le hanno prese. Poi uno degli otto aggressori, il più violento e facinoroso, ha preso una bottiglia di vetro e l’ha spaccata in testa ad uno, un sedicenne”.
Due ragazzi sono andati in ospedale. Quello colpito dalla bottiglia con una prognosi di 10 giorni, l’altro di 7. Tutti i tre ragazzi aggrediti hanno ancora lividi, ferite e soprattutto tanta paura. Un sentimento che purtroppo ormai serpeggia tra gli adolescenti nembresi e dei paesi della Bassa Valle Seriana, dove pestaggi, violenze, insulti e minacce, sono frequenti, da ormai un anno e mezzo. “Abbiamo i nostri figli che hanno paura ad andare a scuola. Ci chiedono di essere accompagnati all’oratorio o ad allenamento”. Raccontano delusi e timorosi alcuni genitori: “Ormai i nostri figli se sono da soli non escono di casa. Hanno paura di questo gruppo di ragazzini, tutti minorenni e quasi tutti provenienti dal nord Africa”.
Una situazione che è ancor più pericolosa lungo il percorso Teb. È qui, alle diverse fermate, che il gruppo di ragazzi violenti aspetta i coetanei, soprattutto nell’orario di uscita dalla scuola, per provocarli e sfidarli, con l’obiettivo di fare furti o pestaggi.
Ormai c’è paura. I nostri figli fanno di tutto per evitare di prendere il tramino. Temono anche perché dicono che questi ragazzi girano sempre armati di coltelli e qualche volta colpiscono anche con il passamontagna”. Aggiunge un altro genitore: “Mi è capitato di vedere che insultassero anche degli adulti. Sono branco e cercano lo scontro”.
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