L’Iran odora di sangue e di paura. “Io, iraniano nell’Alto Sebino, la mia famiglia è ancora là”
Chi racconta è iraniano: “In Iran ho tutti i parenti, i miei genitori, mio padre ha 90 anni, mia mamma quasi 80 e tre fratelli”.
“Secondo fonti ufficiali in Iran sono state uccise in questi giorni 17 mila persone. Ma secondo altre fonti sarebbero 30 mila i morti. Il regime ti dà l’aut aut, tu o stai con me o devi morire. Non c’è via di mezzo”.
Chi racconta è un iraniano, P.A., “meglio se non scrivi il cognome perché questi arrivano dappertutto” (ma già dal nome sarebbe individuato: 63 anni, da 40 in Italia. “Ma in Iran ho tutti i parenti, i miei genitori, mio padre ha 90 anni, mia mamma quasi 80, poi tre fratelli, cognati, nipoti. Ci sentiamo sempre”.
Noi qui sentiamo dell’Iran solo in cronaca, In passato (remoto) per la cacciata dello Scià, il regime teocratico di Komeini, più di recente prima la faccenda del dubbio di siti per il nucleare, poi tre anni fa la rivolta e adesso questa nuova protesta di piazza. Da cosa deriva questa nuova rivolta?
“Fondamentalmente il problema dell’Iran è che 50 anni fa lo Scià di Persia ha dovuto andarsene. Devo parlare di un pezzettino di storia: grazie allo Scià di Persia e a suo padre l’Iran dal Medioevo era passato a diventare un paese molto avanzato, molto sviluppato, tanto vero che le donne iraniane hanno avuto diritto di voto prima delle donne svizzere. Però lo Scià fece uno sbaglio perché nel 1975 in un’intervista disse che noi (nel senso dell’Iran) abbiamo avuto dei contratti con aziende, con società petrolifere che dovevano fare manutenzione ai pozzi petroliferi e dovevamo estrarre insieme il petrolio e venderlo insieme. Noi, disse lo Scià, la nostra parte l’abbiamo fatta, loro non l’hanno fatta perché un pozzo petrolifero se non fai manutenzione si spegne. Tra quattro anni – disse lo Scià in quella intervista – (praticamente nel 1979) ci sediamo e trattiamo con tutti, nessun privilegio. Nel febbraio 1979 lo Scià non c’era più. Il secondo sbaglio fu quello di voler uscire dall’Opec e vendere il petrolio per conto suo. In pratica si era messo contro tutti e a un giornalista britannico che gli diceva che così il prezzo del petrolio sarebbe schizzato su, lo Scià gli rispose che era finito il tempo in cui venivano qui a sceglievano loro i ministri”.
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Parentesi storica: Reza Pahlevi (Teheran, 26 ottobre 1919 – Il Cairo, 27 luglio 1980) è stato l’ultimo Scià di Persia; ha regnato (monarchia costituzionale) sull’Iran dal 16 settembre 1941 fino alla rivoluzione islamica dell’11 febbraio 1979. Ma già nel 1963 l’ayatollah Khomeini organizzò una congiura contro lo Scià, il quale, scoperta la responsabilità di Khomeini, ne decretò il solo esilio, che lo condusse dapprima a Najaf in Iraq, poi a Parigi. Il 16 gennaio 1979 lo Scià, già malato, abbandonò l’Iran per evitare un bagno di sangue tra i suoi sostenitori e i rivoluzionari. Khomeini rientrò da Parigi e assunse il potere imponendo una teocrazia sciita mettendo fuori legge i partiti.
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Ma l’attuale protesta di massa ha a che fare con la religione? “Chiariamo: l’Ayatollah Khomeini, e Ayatollah significa cardinale, religiosamente era a livello di Papa, per gli Sciiti”. Per gli Sciiti, non per i Sunniti.
“Non per i Sunniti, per gli Sciiti, perché comunque l’unico stato Sciita del mondo è l’Iran. Khomeini religiosamente era a livello di Papa, molto molto importante. Era stato mandato in esilio, prima in Turchia, poi in Iraq, poi a Parigi. E lì è diventato un personaggio, tutta la stampa mondiale l’ha visto come alternativa allo Scià che minacciava di non dare più il petrolio. E qui ha pesato la religione, la fede. Lui ha promesso una specie di paradiso e la gente si è fidata. E tutto il mondo stava dalla sua parte per la questione del petrolio e soprattutto perché questi non potevano più controllare lo Scià. A distanza di anni è venuto fuori che Khomeini era protetto da tutto l’occidente, tu fai conto che io mi ricordo che la BBC inglese era chiamata Radio Khomeini o Ayatollah BBC. E così si è instaurata una repubblica islamica, in realtà una monarchia perché il capo spirituale che prima era Khomeini poi è diventato Khamenei. Non è scelto da nessuno, è una specie di monarchia assoluta ereditaria, un potere eterno. Tutto il resto, il Presidente della Repubblica, i ministri, i parlamentari, sono tutti fantocci. Sono 37 anni che Khamenei ha al potere e man mano hanno creato un sistema dove questi hanno tutto”.
Ha il controllo anche militare quindi.
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