Logo
Clusone – Castione, Daniel, 25 anni, e la sua azienda agricola

“Le mucche, i formaggi da fare, la sveglia ogni giorno alle 3 ma è la vita che volevo. In stalla ascolto musica rap…”

C’è una fattoria a Piario, ma poi invece scopro che è già territorio di Clusone. Siamo al numero 40 di via Michelangelo da Caravaggio, la strada che si inerpica verso San Rocco nel cuore della pineta. Chi ha i miei anni la chiamava la “conigliera” ma di quei conigli non c’è più traccia da decenni. Ora c’è una moderna azienda agricola gestita da un anno esatto da un giovane con la faccia radiosa e le idee chiare. Arriva da Castione della Presolana. Esattamente da Rusio, borgo storico in corsa per diventare uno dei Borghi più Belli d’Italia. Lui è Daniel Borlini, il cognome rivela le sue origini Gornesi, il nonno era di lì infatti.  É uno scorpione del 15 novembre 2001, ma non punge e non ha mai visto Odissea nello Spazio.  Dello scorpione ha però la caparbietà e la tenacia di portare avanti sogni e ambizioni. Anche se costa tanta, tantissima fatica. Lo incontro in una mattina sotto zero. Mi viene incontro un cane arruffato dagli occhi di ghiaccio seguito da un altro più timido. Poi con un nitrito e uno sventolio di criniera mi saluta la bellissima Stella, una puledra rossa. Ma lei non è tinta e si staglia nel verde dei prati incurante dell’erba che scricchiola di brina. Finalmente arriva il nostro protagonista, alto e grosso di muscoli e strati di vestiti e fili di fieno tra i miliardi di capelli che si ritrova: “Scusami stavo dando da mangiare alle vacche che ho appena munto”. Mi fa strada per conoscerle e così me le presenta coi loro nomi, sono tutte le “brune” che mi scrutano con quegli occhi grandi come uova, sguardi  dolci e  intelligenti. Poi vedo i vitellini di un mese e mi sciolgo. Ed ecco il caseificio coi formaggi, alcuni ancora in salamoia freschi di preparazione e le formaggelle stagionate, alcune a forma di cuore. Ne assaggio una e mi sciolgo di nuovo. Ma non sono qui per mangiare ma per farvi conoscere la storia di Daniel che è diventato imprenditore agricolo a ventitrè anni e già così è una storia che vale la pena raccontare: “Ho sempre avuto passione per gli animali da che mi ricordo. Abbiamo sempre avuto cani e gatti…e no, se vuoi sapere se vengo da una famiglia di agricoltori o allevatori di dico subito di no. Anzi non è che fossero poi così contenti di questa mia scelta, non per altro, ma perchè è una vita di sacrifici e non c’è mai fine al lavoro in una azienda agricola. Ma adesso l’hanno accettato e anzi quando possono mi danno anche una mano!”. La tua prima esperienza con gli animali? “Avevo forse 12 o 13 anni e ho comprato qualche gallina che poi sono diventate 40! Poi sempre da adolescente ho cominciato a dare una mano ad un contadino che passava per Rusio con le sue mucche. Qualche ora ad aiutarlo a preparare i recinti, a mungere, cose semplici ma che mi hanno avvicinato ancora di più a questo mondo”. Ma intanto che scuole facevi ?: “Ho fatto solo un anno di informatica perchè alle medie mica ci avevano parlato della scuola di agricoltore alla ABF di Clusone! Così ho perso un anno ma poi mi sono iscritto e ho fatto i 3 anni di operatore agricolo e poi un anno di tecnico agricolo, che mi hanno anche permesso di avere l’abilitazione per aprire la mia azienda (se non hai fatto la scuola servono invece almeno 3 anni di comprovato lavoro presso un’azienda n.d.r)”.  Oltre alla scuola hai fatto anche pratica?: “ Subito, dal primo anno nelle vacanze estive sono andato in alpeggio, grazie a Luigi un allevatore di Rovetta su alle malghe del Pora. E così tutti gli anni, anche dopo la scuola…
ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO IN EDICOLA DAL 9 GENNAIO