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CASTIONE – Il Buen Camino di Daniele e Marco: “Ci siamo licenziati e siamo partiti”. Quel pezzo della Via Francigena (da Canterbury a Roma, 5 Stati, 16 Regioni, 600 Comuni, 3000 km): “Due mesi in cammino, il fato e il caso non si escludono a vicenda…”

Nella nostra storia, un cammino italiano, quello della via Francigena, molto meno conosciuto e certamente meno “social”.

I cammini sono decisamente di moda. Soprattutto al cinema, con il film “Buen camino” di Checco Zalone, campione di incassi nelle feste di Natale. Sugli schermi una storia di un padre e una figlia sul Cammino di Santiago, forse, anzi senza forse, il più conosciuto al mondo. Un po’ cammino spirituale, tanto percorso turistico con un giro d’affari milionario per l’ospitalità ai milioni di pellegrini che arrivano da ovunque. Nella nostra storia, un cammino italiano, quello della via Francigena, molto meno conosciuto e certamente meno “social” ma con una tradizione che arriva dal medioevo e anche prima. L’intero percorso è di 3.000 km da Canterbury a Roma, attraversa 5 Stati, 16 regioni e oltre 600 comuni…perchè tutte le strade portano a Roma…se volete approfondire vi consiglio questo sito https://www.viefrancigene.org/it/home.  Il nostro protagonista ne ha percorso “solo” 1000 di km e ha camminato, col suo migliore amico, anche lui castionese, per due mesi. Ma perchè due ragazzi venticinquenni mollano tutto, si licenziano persino, e partono per un viaggio così “scomodo” senza essere, tra l’altro, motivati da una spinta spirituale? Una esperienza che ci facciamo raccontare da uno dei due che è tornato a trovare la famiglia a Natale. Lui è Daniele Trussardi, bel ragazzo, occhi chiari e vestiti scuri, che sogna di diventare scrittore. Nel frattempo, al termine del cammino, si è fermato a Bologna.  Ma partiamo dall’inizio: “Sono partito con Marco Pasini, siamo cresciuti nella stessa via a Bratto con le famiglie amiche da sempre. Noi due abbiamo sempre pensato di fare una esperienza così, ne parlavamo spesso, e già ne abbiamo fatta una, due anni fa, ma più corta…la Via degli Dei tra Bologna e Firenze, solo 130 km, i quattro giorni eravamo arrivati. Era solo l’antipasto per provare a “saggiare” forze e resistenza, ma nella testa progettavamo già la via Francigena, che è il percorso più lungo in Italia e il più impegnativo”. Dicevi che non siete partiti dall’Inghilterra (Canterbury) ma dalla Svizzera: “Esatto, dal Passo del Gran San Bernardo  dove siamo arrivati in treno”. Perchè bisogna partire e passare da tappe precise per ottenere il “passaporto” di pellegrino: “Certo, in Svizzera ci hanno consegnato le credenziali per partire, si una sorta di libretto-passaporto dove poi ad ogni tappa successiva ci timbravano per testimoniare appunto il percorso avvenuto”. Ma bisogna farsi per forza tutte le tappe?: “Almeno 100 km per arrivare a Roma e ottenere la pergamena, il testimonium, con il tuo nome e tutto scritto ancora in latino.  Ma noi appunto ne abbiamo percorsi 1000. Esatti! Così a Roma, negli uffici proprio del Vaticano ce l’hanno consegnata”. Caspita, quindi c’è un ufficio apposta, bisogna prendere appuntamento? “Ci sono orari e giorni precisi e ti accolgono,  senza appuntamento anche perchè non sai esattamente quando arrivi…(sorride e mi sento un po scema). Potresti chiedere anche un saluto e foto col Papa ma noi non l’abbiamo chiesto”. Ma i famosi timbri ve li facevano nelle chiese o conventi, visto che è un cammino per lo più per fedeli e che “sfocia” nientemeno che in Vaticano: “Per comodità adesso i timbri te li fanno anche nei bar e nei negozi di alimentari convenzionati col cammino. Poi oggi questi percorsi sono percorsi per lo più da amanti del trekking che pellegrini in senso stretto…”. Voi di quale gruppo fate parte: “Una via di mezzo…un viaggio è sempre una ricerca interiore, poi c’è lo sforzo fisico, il mettersi alla prova in tutti i sensi, gestire la fame, la stanchezza, pianificare dove dormire,  ma tutto questo viene dopo, molto dopo”. Esattamente quando siete partiti: “A fine stagione, il 12 settembre 2024, e siamo arrivati a Roma il 18 novembre… non certo il periodo migliore perchè molte strutture chiudono dopo l’estate e poi le giornate sono più corte, fa freddo e piove più spesso, ma prima non potevamo avevamo l’impegno del lavoro…”.  Ti sei tolto la “voglia” di viaggiare camminando? E lo faresti da solo?: “Anzi, la voglia è cresciuta, una esperienza che non ha eguali e si la farei, anzi prima o poi la farò da solo. Intanto con Marco stiamo pensando alla via del Re in Norvegia”. Giusto per complicarsi la vita, ma che freddo no?: “Eh, andrà pianificato bene proprio per le condizioni meteo e i costi della vita che là non sono proprio bassi, vedremo…dipende anche dal lavoro perchè ci vogliono parecchie settimane…”. Tu per fare la via Francigena ti sei licenziato: “Entrambi ci siamo licenziati perchè non potevamo chiedere ferie così lunghe e dalla durata incerta. Ma ne valeva la pena lo rifarei cento volte”. D’altronde se non lo fai a vent’anni quando mai (mai dire mai Cinzia). Che lavoro facevi?: “Il cablatore,  quello che sistema  i quadri elettrici, si mi piaceva ma non era la mia vocazione diciamo”.
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