Logo
Artogne, nel verbale del consiglio comunale compare la parola ‘Podestà’ al posto del ‘sindaco’. La minoranza non si presenta in aula. Qualcuno ha usato male l’intelligenza artificiale?

“Il Podestà espone la volontà di individuare soggetti terzi a cui affidarsi per sistemare la sede comunale e la scuola, in particolare per la riqualificazione energetica”, è questa la frase messa nero su bianco sul verbale del consiglio comunale del 27 novembre del 2025 riguardante il secondo punto all’ordine del giorno con la variazione al bilancio di previsione 2025/2027 e che ha scatenato la polemica tra i consiglieri comunali seduti tra i banchi di minoranza, Cristian Sterni, Mattia Conti, Claudio Ottelli e Elisabetta Domestici, che hanno così deciso di disertare l’aula nel consiglio comunale del 30 dicembre. Questa la motivazione: “Nulla da eccepire sulla composizione del verbale della seduta del C.C. del 27/11/2025 – si legge nel documento ufficiale inviato al primo cittadino Barbara Bonicelli e al segretario dott. Bruno Cassio -, a parte che non riusciamo a capire al punto ODG 2 in quale periodo storico siamo stati catapultati, se il ventennio del ‘900 o quello dei primi anni 2000, in quanto il primo cittadino attualmente è il Sindaco e non il “Podestà” che neppure era votato, chiediamo chiarimento in tal senso. In quanto i due nomi, non possono nemmeno essere utilizzati come sinonimi”.
ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO IN EDICOLA DAL 9 GENNAIO