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Albino – Nicole, 19 anni: “Il mio sogno, fare la dottoressa, da piccola ho subito un’operazione delicata e da allora ho deciso che avrei voluto salvare le vite dei bambini”. L’esame per entrare a Medicina, il muro Fisica: “Ora sono iscritta a Ingegneria Gestionale, il semestre filtro l’ho vissuto male”

Martedì 23 dicembre 2025, il governo ha pubblicato il Decreto ministeriale numero 1115, per modificare le regole di accesso ai corsi di laurea in medicina, odontoiatria e veterinaria. Questa di Maria Bernini, la ministra dell’Università e della ricerca, è una retromarcia che sa di ammissione di colpa, perché il semestre filtro e i test nazionali su fisica, chimica e biologia, voluti da lei e dal governo di centro destra, si sono dimostrati un sistema di selezione poco efficace. Un cambiamento che, in maniera implicita, dà ragione alle critiche che molti studenti hanno rivolto alla ministra e a questa riforma introdotta solo nel marzo scorso e concretizzata con il Decreto ministeriale 418 del 30 maggio 2024. Qui veniva spiegato il funzionamento del semestre filtro e dell’ammissione ai corsi di laurea solo agli studenti che avessero superato le prove di tutte le tre materie con un voto minimo di 18 su 30. Però l’esito dei due appelli, quello di fine novembre e quello di inizio dicembre hanno evidenziato che poco più del 10 per cento degli iscritti ha superato l’esame di fisica, e pure nelle altre due materie le percentuali sono state basse. Perciò dei 24.026 posti a disposizione tra università pubbliche e private, molti sarebbero restati scoperti. Per evitare questo paradosso, il 23 dicembre, Bernini ha allargato l’accesso in graduatoria a tutti gli studenti che hanno ottenuto almeno una sufficienza, con l’obbligo di recuperare le altre materie, dove non hanno raggiunto almeno il 18. Una modifica dell’ultima ora, che non risparmia le critiche alla ministra e che lascia ancora perplessi molti studenti.
«Adesso sono iscritta a Ingegneria gestionale, per non perdere l’anno e l’abitudine allo studio. Poi quest’estate vedrò cosa fare. Se ci sarà ancora il semestre filtro, non so se proverò ancora ad entrare a medicina.»Nicole Cavariani è stanca, oltre che un po’ rammaricata. Lei il sogno di fare la dottoressa, la chirurga, lo coltiva sin da quando è bambina: «Quando ero piccola ho dovuto subire un’operazione delicata. Da allora mi sono sempre detta che da grande, anche io avrei voluto salvare le vite dei bambini.»
Una convinzione che si è rafforzata nella mente della giovane di Albino, durante gli anni delle superiori all’Isiss valle Seriana di Gazzaniga, dove ha studiato all’istituto professionale servizi per la sanità e l’assistenza sociale: «Durante il quinto anno, a gennaio, sono andata in alternanza scuola-lavoro all’ospedale Bolognini di Seriate. Ho fatto una settimana a visitare i reparti e poi ho visto anche l’Uonpia, ovvero l’Unità organizzativa di neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza. Lì ho capito che studiare medicina era la mia strada. Ero molto decisa. Ho comprato subito i libri dell’Alpha test per preparare il test d’ingresso, perché allora c’era ancora il numero chiuso. Poi hanno cambiato tutto. Va beh!»
Così Nicole a luglio si diploma: 98 su 100. E nemmeno due mesi dopo è a Brescia…
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