Schilpario, Nicolò, imprenditore in… ‘erbe’: “Il primo liquore è stato un’intuizione casuale”. Nel vecchio lavatoio ha creato un paesaggio acquatico e i pesci vengono adottati
Nicolò Grassi, imprenditore in erba. E, soprattutto, in… ‘erbe’. Liquorista per caso, ma anche altro: acquariologo (o Acquascaper), per divertimento; e guida turistico-mineraria per passione. Non è facile trovare un filo logico tra questi interessi disparati, ma c’è, di certo. Quel che è certo, è che Nicolò ha dei precursori in Valle… In quanto a liquori e anche a interessi multipli. Eccone uno: «Un sorso… ed ogni vetta è tua…»
«Pari alle cristalline e pure acque che scendono dalle balze alpine, — refrigerio dell’assetato alpinista— la Valle di Scalve offre al raffinato e distinto intenditore un prodotto genuino delle erbe e dei suoi fiori più profumati d’alta montagna nel finissimo liquore PRESOLANA. Nei ritrovi di famiglia, di società, nei caffè, in occasioni di regali, il liquore PRESOLANA è l’omaggio più gradito per l’ospite e per il festeggiato, è il segno più sicuro di distinzione per l’offerente. Il fine liquore che ogni ora allieta».
Raccomandato: LISCIO, A SELTZ, o PUNCH…». Così recitava l’etichetta del famoso Gran Liquore PRESOLANA del Dottor G.B. Bencetti, farmacista e liquorista di Vilminore, a metà del secolo scorso. Famoso? Sì, almeno per chi ha superato gli anta di una o due decadi! Il liquore fece furore soprattutto negli anni ’50/’60. La produzione si fermò poi – ne ignoro le ragioni – all’inizio degli anni ’70. Forse perché, a quel punto, tutte le vette erano ormai state conquistate.
Beh, voi non ci crederete, ma ne ho trovato una bottiglia, su un sito online (Olandese!) in vendita al modico prezzo di 160 euro, scontata da 200 che era. Etichetta perfetta! E un’altra a 58 euro, più spese di spedizione, ma… con etichetta malconcia. Non ho comprato né l’una né l’altra, ovvio. Solo una curiosità per collezionisti. Però mi sono chiesto se, nella cantina del Nuvolari (anche per lui ci vuole memoria antica!) non ne siano rimaste nascoste delle casse! Temo di no. Vengo ai giorni nostri, perché non intendevo parlare del Dottor Bencetti, farmacista apprezzato del ‘900 e – per hobby – «liquorista» di successo. Ma penso che lui possa essere il miglior testimonial di battesimo, per il nostro Nicolò Grassi. È di lui che voglio parlare.
Ma cominciamo dall’inizio, che è il modo migliore. ‘Però ’n na ciàpå ‘npó a la lóngå’. Forse non tutti sanno che a Schilpario è arrivato l’«Acquascaping». Maledetta mania degli inglesismi, accidenti a loro. L’Acquascaping, o Acquarologia, non è un altro sport invernale, è l’equivalente – ma sommerso nell’acqua – del «Landscaping» (arieccoci!), che è l’arte del paesaggio; l’arte di creare (o ricreare) paesaggi, veri o in miniatura che imitino il paesaggio naturale. In questo caso si tratta di paesaggi acquatici, come vi sarà capitato di vederne in qualche acquario anche domestico.
Uno di questi paesaggi acquatici è stato realizzato a Schilpario, utilizzando la vasca del vecchio lavatoio di via Torri. Se non l’avete presente, è perché da un po’ non andate a lavare i panni o a bere acqua Levissima, purissima ecc.
In questa stagione è difficile osservarlo, perché è coperto da una lastra di policarbonato (plastica trasparente) che mantiene l’acqua a una temperatura accettabile affinché piante e pesci sopravvivano all’inverno schilpariese. Brrr, chè frèt!
Una numerosa comunità di pesciolini di vari colori, specie, dimensioni e diverse piante acquatiche rallegrano l’acqua del lavatoio. Ogni pesce ha un nome, un «padrino adottivo», che è normalmente un bambino che ha deciso di adottarlo e gli ha dato un nome, con un piccolo investimento di 3 euro.
A fianco della fontana un cartello annota doviziosamente i nomi di ogni pesciolino, nome scelto dal padrino adottivo… Curioso e creativo modo di coinvolgere i piccoli. Mi piace e decido di fare il bambino anch’io…
Il foglio reca in calce, un numero di telefono e un nome (a cui non faccio caso) «per informazioni e adozioni». Intrigante.
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