Logo
La media Val Seriana ha il suo medico di base, il Dott. Munda che al tempo del covid curò i suoi pazienti per polmoniti batteriche e li salvò

Dopo qualche mese, dopo la scomparsa della dottoressa Rosa Anesa dello scorso ottobre, la media valle Seriana, da Cene, a Colzate, da Fiorano al Serio, a Gazzaniga, passando per Vertova, torna ad avere un medico di base: il dottor Riccardo Nunzio Munda, appassionato di animali e musica: «Ho una gattina, che per me è come una figlia, perché non essendo sposato, non avendo figli, la tratto come se fosse una bambina. Un po’ come fanno tutti i possessori di animali». Nato a Mazzarino, in provincia di Caltanissetta, nel settembre del 1981, è proprio qui, tra ville nobiliari e chiese barocche, che nasce la sua decisione di diventare medico di base: «Ho scelto di studiare medicina perché mi piaceva l’idea di poter aiutare le persone e migliorarne le condizioni di sofferenza. Penso che sia un mestiere molto importante: avere l’onore di aiutare gente che soffre è, secondo me, la cosa più bella che ci possa essere».
Così si iscrive all’Università di Catania. E dopo la laurea magistrale del 2013, arriva in provincia di Bergamo. «Avevo fatto domanda per essere assunto come guardia medica e mi chiamarono da Selvino. Da allora vivo qui».
Perciò nella primavera del 2020 si trova proprio dove il Covid mostra le sue conseguenze più terribili e letali. E in piena pandemia, quando anche tanti suoi colleghi si ammalano, lui viene chiamato come medico di famiglia a Nembro, dove cura i pazienti con doppio antibiotico, una cefalosporina di terza generazione ovvero il Rocefin e lo Zytomed: «Io sostenevo che quelle che curavo erano polmoniti batteriche, non polmoniti virali. L’ho capito auscultando i polmoni delle persone. E dei miei circa 1400 pazienti nessuno è morto. Con questa cura sono guariti tutti. Ho curato persone a cui avevano già fatto l’estrema unzione, che saturavano 46 e sembrava non avessero nessuna chance di guarire».
È grazie a questa cura che il suo nome inizia a essere ripreso da televisioni e giornali nazionali: «Volevo dire ai miei colleghi che visitando i pazienti si poteva capire che erano polmoniti batteriche e non virali. Logicamente non sono stato ascoltato, anche perché la scienza non prevede che si ascolti chi fa interviste, ma chi fa pubblicazioni. E io non ne ho mai fatte di pubblicazioni, perché sono un medico del territorio, che cura in base alle evidenze. Poi, quando anche altri si sono convinti a curare con gli antibiotici, la gente iniziava a guarire…
ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO IN EDICOLA DAL 19 DICEMBRE