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La bellezza dello stop

Sui rami diramo ramificazioni di azioni senza neve aspettandomi dove capita. Sotto i lampioni colorati da luci di Natale che rimbalzano sui miei battiti di cuore alla ricerca di musiche colorate o scolorite. Dicembre è così. Sempre a un passo dalla vita. Un diaframma di piccole paure e di immensi sogni. Che ti senti astronauta ogni volta che alzi lo sguardo verso il cielo di sera, quando si riempie di stelle come fossero figurine. Smette tutto. La bellezza dello stop. Delle vacanze in mezzo al freddo che ti scaldano. Un pozzo di desideri e di desiderio. Il cuore truccato da clown. Ma i clown a volte fanno ridere ma non sanno ridere. Qualcuno ci resta sempre dentro. Resta perché c’era già. C’era ancor prima di arrivare. C’era nei sogni, nei disegni e in tutte quelle notti senza luna che aspettavano l’aurora. A camminare ogni senso e dare un senso a tutto, quando tutto sembrava perso. Veniva dagli abissi e conosceva bene la strada per il cielo. Quando hai toccato il fondo, dicono che puoi solo risalire. Non lo so. Però già solo il provarci è così bello. E lei che risaliva, io che risalivo, sono comunque opere d’arte. Senza la fretta di amare, ma con la smania di amarsi. Con i segni dell’inverno nascosti negli occhi. Che bello quando nascondo l’amore. E poi alla fine non lo trovo nemmeno io. Non mi ricordo dove mi sono lasciata.