Onore, Irene e le sue otto ‘storie d’amore’ con i bambini e i ragazzi che ha accolto in affido famigliare: “I figli – tutti i figli! – non sono nostri, ma sono figli della vita e del mondo”
“Che cosa c’è alla base della mia scelta di fare la madre affidataria? Credo di poterla attribuire, almeno in parte, alla mia esperienza di bambina che a 11 anni – ed ero la prima di quattro figli di cui l’ultimo di tre anni – dovetti, insieme ai miei fratelli, fare a lungo a meno della mamma malata… Ci soffrii molto, pensavo che sarei stata meno triste se avessi avuto vicino una figura di donna adulta, una mamma ‘sostitutiva’, per così dire… Comunque anche dopo che la mamma fortunatamente guarì, la nostra casa è stata sempre piena di bambini, spesso quelli delle amiche e delle vicine che lavoravano fuori casa e che affidavano i bimbi alla custodia di mia madre e mia, diventata ormai grandicella. Insomma, per me fin da piccola è sempre stato normale occuparmi di bambini, e fin da piccola ho imparato ad essere paziente e tollerante”.
Irene Schiavi, 66 anni, abita ad Onore ed ha accolto ed accoglie in affido minori che sono di altri territori rispetto all’ambito di territorialità di Clusone: “Per esempio bimbi e/o ragazzi extra-comunitari che assisto per la lingua e i compiti, d’accordo con il Comune che mi paga i viaggi mentre io penso al cibo e a tutto il resto. Oppure aiuto in questo senso le amiche che ne hanno bisogno, ci scambiamo il tempo, come si dice, ma soprattutto facciamo in modo che le persone non si sentano sole, che è la cosa in assoluto più negativa da cui poi dipendono tante fragilità. Comunque è bene sapere che non sono la sola ad aiutare i figli di famiglie in difficoltà, c’è una signora dell’Alta Valle, che non vuole pubblicità, che ne ha presi in affido ben tre, tutti insieme perché si tratta di fratelli e non sarebbe stato giusto separarli”.
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