Fiorenzo, gli Amici del Presepio di Cerete e quei numeri incredibili: 2000 pezzi, 200 statuine… per dare forma al Borgo di Cornello dei Tasso
Oltre duemila pezzi, millecinquecento viti (almeno fino ad ora), le luci e i colori, il profumo del legno e del… Natale. Beh, sì, al Natale manca più di un mese, ma qui, a Cerete Basso, ci si sta preparando e il tempo in realtà stringe. E’ una mattinata di novembre, il campanile ha appena suonato otto rintocchi e il sorriso di Fiorenzo Savoldelli mi accoglie alla porta dell’ex teatro parrocchiale. Qui sta nascendo il nuovo presepio che verrà installato nella vicina chiesa e che attira fedeli e curiosi da tutta la provincia. Dietro quel capolavoro in scala ci sono ore infinite di lavoro e passione del Gruppo Amici del Presepio di Cerete, coordinati dall’infaticabile Fiorenzo. “Quest’anno abbiamo scelto il borgo di Cornello dei Tasso, frazione di Camerata Cornello, ma sarà diviso in due parti perchè è piuttosto lungo e complicato. E’ un borgo importante, dove è nata la Posta, dove i Tasso hanno inventato questa corrispondenza veloce e dove c’è il museo dove il nostro modellino verrà collocato e dove si trova anche il famoso Penny Black oltre alla chiocciola che è rimasta simbolo sulle tastiere di tutto il mondo”.
Fiorenzo mi guida dentro i vicoli del borgo: “Vedi, qui c’è la via Mercatorum, che collegava la Repubblica Veneta alla Valtellina, c’era l’osteria, la stalla, il ferracavallo, poi hanno fatto la via Priula che è un chilometro sotto, e la Casa di Arlecchino”.
La prima parte, quella che verrà esposta, si sta pian piano completando, mentre la seconda, posizionata su un altro tavolo, è un cantiere aperto.
Come nasce l’idea del luogo da realizzare? “Solitamente sono io a scegliere, sai, ho lavorato alla scuola edile come formatore per 35 anni e avevo ragazzi in tirocinio in tutta la provincia di Bergamo, quindi mi capitava di visitare luoghi che non conoscevo. Ecco, l’idea è nata perchè chi viene a vedere il presepe può conoscere anche paesi e luoghi della bergamasca che magari non ha mai visto prima. In questi trent’anni e qualcosa di più, per tre volte siamo andati anche fuori provincia realizzando la piazza del Campo di Siena, Assisi e Vernazza e tutti i presepi che abbiamo realizzato vengono poi collocati nei luoghi rappresentati. Abbiamo riprodotto Maslana, Gromo, Ardesio, Casa Fantoni a Rovetta, la Basilica di Clusone e l’Oratorio dei Disciplini, i mulini di Cerete per due volte, la Diga del Gleno, San Patrizio, Gandino, il sentiero delle Orobie e poi il Monastero di Astino, il percorso Giovanneo di Papa Giovanni a Sotto il Monte, San Tomè, la Madonna della Cornabusa, Piazza Vecchia di Città Alta la Val Taleggio con Pizzino e abbiamo toccato ormai tutte le valli. Abbiamo esposto all’Arena di Verona per cinque volte, ricevuto l’onorificenza dalla Provincia di Bergamo e abbiamo portato un presepio a Porta a Porta da Bruno Vespa”.
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