Castione della Presolana, Ian Spampatti, il maestro dell’arte bianca trionfa a Master Pizza Champion: “Da bambino guardavo mio padre e…”
“Non me l’aspettavo e, anzi, ho visto la finale dal divano come tutti”, Ian Spampatti sorride dall’altra parte del telefono commentando la vittoria nella decima edizione del talent televisivo Master Pizza Champion dedicato ai professionisti dell’arte bianca. 27 anni, originario di Castione della Presolana, Ian ha trionfato in un’edizione speciale – dopo la vittoria del 2016 – che ha richiamato tutti i vincitori del passato, insomma una vittoria ancora più speciale. “E’ stato ancora più impegnativo ed è stata una grande soddisfazione”.
Cosa ha convinto chi ti ha giudicato? “Credo la semplicità delle pizze – racconta -. Sai, magari sapendo di partecipare a programmi come questi si tende a fare delle pizze anche troppo elaborate perdendo di vista l’obiettivo della gara. Credo che una mia qualità sia il fatto che nasco come cuoco e questa base di cucina mi ha aiutato tantissimo e mi aiuta ancora. All’Alberghiera (ha studiato a Clusone, ndr) ci insegnavano la materia del gusto quindi abbiamo imparato per esempio come abbinare gli ingredienti, anche se poi è chiaro che bisogna provare e riprovare per vedere se funzionano”.
La tua passione nasce da lontano… “Sì, sia la famiglia di mio padre, che in parte anche quella di mia madre, hanno avuto attività di ristorazione… o meglio sono dei buongustai e amanti del buon cibo. I miei nonni avevano ristoranti e alberghi fino ad arrivare alla mia famiglia che aveva gestito un ristorante dagli anni Novanta al 2012, mentre dal 2014 abbiamo aperto La Lanterna, dove siamo ancora attualmente, dove lavoro in parte io (oltre a gestire Lievin, ndr) e i miei genitori”.
Quanti sacrifici ci sono dietro tutto questo? “Sicuramente tanti, ho iniziato a lavorare a 14 anni e non mi sono mai fermato. Oltre a questo svolgo anche un’attività di consulenze e di corsi di formazione e anche questo ti mette nella condizione di saper comunicare in un certo modo con le persone. Una delle soddisfazioni più grandi è proprio questa, nonostante la giovane età, ci sono tanti professionisti che mi stimano e questo mi fa un enorme piacere”.
Ricordi quando hai creato le tue prime pizze? “Quando mio padre aveva la vecchia pizzeria e io ero un bambino, qualche volta andavo con lui a far girare l’impastatrice e prendevo l’ultimo pezzettino di pasta che rimaneva nell’impastatrice e ci giocavo… ricordo che me la strofinavo sulle guance – sorride -. E poi da grande amante della pizza, l’ho sempre mangiata almeno tre o quattro volte a settimana. Mio padre mi ha insegnato un po’ la tecnica di stesura che a sua volta aveva imparato da suo padre e poi ho preso la mia strada. Fin dal primo giorno di scuola alberghiera sapevo di volermi specializzare in lievitati e dopo la pizza è nato il pane, poi il croissant e il panettone che ancora oggi ha un ruolo importante nella nostra azienda. La pizza sicuramente è sempre stato il mio pallino principale”.
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