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La chiamano “pace”

La chiamano “pace”. No, anche se la Russia dovesse accettare i punti proposti da Trump e dall’Unione Europea, non chiamiamola “pace”. Le parole pesano, fermiamoci a un più modesto termine, “accordo”, in altri tempi si sarebbe chiamato addirittura “armistizio”. Ma la Russia pretende una “resa”. Vedete come i vocaboli nella loro forma cambiano la sostanza.
Ad arrendersi dovrebbe essere l’Ucraina, il paese aggredito dalla Russia che voleva annettersela o mettere, come in Bielorussia, in Cecenia ecc, un governo fantoccio che obbedisse al nuovo Zar, a Putin, che ha (aveva) come obiettivo di ricreare la grande Unione Sovietica (senza i Soviet, ovvio), che già nel nome “Unione” indicava una parvenza di autonomia degli Stati inglobati anche se in realtà era una dittatura impropriamente detta “del proletariato” con il vertice al Cremlino.
C’è chi (come Travaglio) adesso dice, vedete che avevo ragione, bastava arrendersi subito e si evitavano le stragi, adesso la Russia detta le condizioni, è il vincitore.
In realtà la Russia non detta le condizioni, infatti i punti del futuro accordo sono scritti da altri, anche se, per farli accettare alla Russia e salvarle la “faccia”, sono in gran parte a suo favore. Ma l’Ucraina resterebbe almeno uno Stato indipendente, cosa che non sarebbe successa se non avesse resistito. Ma soprattutto restano le macerie. Sicuri che anche la Russia non abbia le sue? Milioni di giovani russi morti al fronte, una generazione persa (erano stati chiamati alle armi perfino i ragazzi del 2008). E l’economia russa ne ha risentito pesantemente, la Cina se la gode, Putin che aspirava a ricreare un impero, ne esce, aldilà dei proclami e degli “accordi”, sempre che ci siano, sconfitto, dovendo sottostare ai due (per ora) veri grandi imperi, quello statunitense e quello cinese. Trump farà la parte del grande pacificatore (in realtà a spese ucraine). La Cina si prepara al grande scontro con gli Stati Uniti e punta su Taiwan. E allora chi ha vinto, chi ha perso? Stanno perdendo l’Ucraina che deve cedere territori e la Russia che perde peso politico e militare. E L’Unione Europea che è imbalsamata dai veti (deve esserci l’unanimità dei 27 per qualsiasi iniziativa reale).
Ma a perdere davvero direbbe Brecht (La guerra che verrà) come sempre è “la povera gente”. E a perdere tutto, la vita, sono stati soprattutto quelli che sono restati sul campo. Un milione di morti.