Sovere, mamma Simona: “Quel 22 maggio del 2023 quando mio figlio Matteo è morto in un incidente in moto…la vita è cambiata ma lui lo sento vicino, questo dolore ha unito ancora di più la mia famiglia. Il giorno peggiore? Natale…”
Due anni e mezzo dopo. Che sono niente, sono tanto, sono tutto e sono nulla. Era il 22 maggio del 2023, una sera di fine primavera, quando la moto chiama e il vento risponde presente. Matteo Gualeni, 22 anni di Sellere, se ne è andato cosi, come un fiore appena sbocciato, che a maggio i fiori sono ancora più belli. Simona Romano è la sua mamma, quel giorno per lei è iniziata una nuova vita, perché c’è un prima e c’è un dopo la morte di un figlio. E il dopo è infinito: “Perché lui mi aspetta là – racconta Simona – ogni mattina alle 6 quando vado al lavoro al discount di Costa Volpino e sono sola in auto, prego Matteo e oltre a chiedergli di proteggere noi, suo fratello, sua sorella, io e mio marito, gli chiedo di tenermi il posto vicino a lui, non importa dove è, io voglio il posto vicino a lui, ci rivedremo, sono sicura”. Simona si ferma qualche secondo, sospira, ricomincia: “Dentro me c’è un grande vuoto, un dolore che non si cancellerà mai, un dolore incolmabile, che non sento solo io ma che avvolge tutta la mia famiglia, ma questo dolore inconsapevolmente ci lega ancora di più tra noi, siamo sempre stati uniti ma ora ancora di più. Affrontiamo la vita anche con altre prospettive e aspettative. L’altro mio figlio, Fabio, è appassionato di moto e Matto è morto in moto, ha cominciato a fare gare, non ho detto nulla, deve fare la sua vita, ognuno di noi deve farla, nessuno di noi può misurare il tempo che abbiamo da vivere quaggiù, l’ho detto a mio figlio, alle persone che ho vicine, comunque la vita va vissuta, la vita merita sempre di essere vissuta, dobbiamo andare avanti. Non avere rancori con nessuno, ho imparato tante cose da questo dolore, se ho un rancore con qualcuno gli parlo, chiarisco, non vale la pena prendersela e vivere male, la vita merita altro”. In casa come vivete la mancanza di Matteo? “Ogni tanto piango, anche mia figlia, ha 12 anni e ogni tanto mi chiede perché? Fabio ora ne ha 22, non ne pariamo tanto ma tutti lo sentiamo vicino, Matteo è con noi ogni giorno. Anche mio marito soffre, ho visto mio marito piangere solo due volte in vita sua, ma so che dentro soffre come noi, ognuno ha il proprio modo di esprimere il dolore”. Simona racconta il rapporto tra Fabio e Matteo: “Erano molto legati, tantissimo, frequentavano la stessa compagnia, ho saputo tante cose di Matteo da Fabio quando Matteo è morto, anche il pin del suo cellulare, erano sempre insieme. Non li ho mai visti litigare. Erano cosi diversi ma cosi uniti. Due anni e mezzo di differenza, Matteo è nato ad agosto del 2000 mentre Fabio ad aprile del 2003, sono cresciuti insieme. Matteo pacifico, quando ero arrabbiata lui mi parlava sempre molto, era tranquillo, Fabio invece è più testardo, vivace, si compensavano ma tutti e due condividevano la passione per la moto. Sono andata a vederlo correre in gara, non voglio imporre nulla, doveva andare cosi, purtroppo è andata così, Fabio deve vivere la sua vita. Così come quando prego, non ho rancore con Dio, me lo ha portato via, certo, ma lo rivedrò e da mamma penso che Gesù mi stia dando una gran forza, non credo che senza l’aiuto di qualcuno Lassù ce l’avrei fatta”.
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