Grone, mamma Katia racconta Kevin: “L’incidente in moto me l’ha portato via a maggio di due anni fa, era sempre puntuale… ma non ha più aperto la porta di casa. Lo sogno, ci parlo, lo sento vicino, ma vivo, anzi sopravvivo, di ricordi”
E’ una mattinata di metà novembre, il sole è tiepido in cielo, ma fatica a scaldare il cuore di una mamma che sta cercando le parole per raccontare quella tragica notte di maggio in cui suo figlio è volato via per sempre. A 18 anni, nella primavera della vita. Mamma Katia mi aspetta nella sua casa di Grone e prende tutta la forza guardando quel sorriso che oggi è impresso nella sua anima e non solo sulle fotografie che scorrono veloci sul cellulare.
“Kevin era un ragazzo solare, sempre felice e con il sorriso, era un grande amore e non lo dico perché sono sua mamma, ma perché lui era così, era meraviglioso, ti rallegrava la vita, se rideva, ridevi anche tu, aveva una risata così contagiosa”.
Kevin Tebaldi è una delle vittime della strada del 2023. Era sera. Era in sella alla sua moto insieme ad un’amica quando lungo la Statale 42, fra Trescore ed Entratico, un’auto proveniente dalla direzione opposta li ha travolti. Per Kevin non c’è stato niente da fare.
“Amava le due ruote, la bicicletta e la moto, era così orgoglioso di aver fatto la patente del 125 e di avere la sua Husqvarna”.
Quella moto che si è portata via per sempre i suoi sogni. Ma Kevin non è soltanto un nome o un numero inserito nella lista delle vittime della strada, Kevin è un figlio, un fratello, un amico, un giovane che avrà 18 anni per sempre.
In una delle tante fotografie che Katia tiene con sé c’è quella con India, la sorella maggiore: “Lei ha sofferto davvero tanto, quella sera purtroppo l’ha vissuta in prima linea. E’ stato difficile, avevano un bellissimo rapporto, si confidavano sempre, ridevano e scherzavano, andavano molto d’accordo”.
Come è andata quella sera di maggio? “Erano passate da poco le otto di sera, Kevin era d’accordo con i suoi amici come aveva sempre fatto. Gli ho detto di stare attento, lui mi ha risposto di non preoccuparmi che sarebbe rientrato come al solito per le 23, poi ha chiuso la porta e se n’è andato”.
E’ stata l’ultima volta che hai incrociato il suo sguardo: “Sì, alle 23:30 mio marito mi ha svegliato per dirmi che Kevin non era rientrato… ho iniziato a preoccuparmi perché era sempre puntuale. Ho preso il cellulare, ho iniziato a chiamarlo e a scrivere messaggi. Niente, nessuna risposta. Ho pensato a quando mi diceva: “Mamma se sto guidando non posso risponderti, ma quando riesco mi fermo e ti richiamo”. Ho pensato che doveva essere andata così e che mi avrebbe richiamato di lì a poco”.
Ma il telefono non ha più squillato: “Kevin non ha mai visualizzato i miei messaggi… non c’era più”.
A casa, tra le lacrime e la disperazione, è arrivata India: “Stava rientrando dal lavoro e si è trovata in colonna, così ha guardato il telefono e dalla geolocalizzazione del telefono ha visto che suo fratello era sempre fermo nello stesso punto, non si muoveva. Ha capito subito. Si è avvicinata al luogo dell’incidente per chiedere cosa fosse successo… dopo tutte le verifiche l’hanno fatta avvicinare per il riconoscimento. Si è precipitata a casa, in camera nostra, ha acceso la luce, ci ha detto di vestirci e di andare con lei perché Kevin aveva fatto un incidente ed era morto. E’ stato un colpo al cuore, in quel momento il mondo ci è crollato addosso, è stato atroce e da lì per noi non c’è stata più vita”.
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