Dal Governo nemmeno un euro per Lizzola. E ripartono le critiche al Comprensorio
Quei 10 milioni chiesti per rimodernare (e rifare) gli impianti di Lizzola non sono arrivati. Nemmeno un euro nella ripartizione statale dei fondi per questo settore è arrivato in bergamasca. Quindi, per la proprietà transitiva, nemmeno per Lizzola.
È un colpo duro al progetto del Comprensorio. Non che quei 10 milioni servissero per il collegamento tra Colere e Lizzola. Era tutti destinati appunto a Lizzola. Ma era un passo avanti per poi passare a chiedere i fondi per collegare le due stazioni. Perché per parlare di collegamento bisogna che Lizzola esista e resista come stazione, non ci si può collegare col nulla.
E, ancora prima che da Roma arrivasse la notizia del mancato finanziamento, si doveva registrare la nuova offensiva dei gruppi contrari al progetto di Comprensorio. Con un lungo comunicato si tornava a cercare di smontare il progetto, entrando questa volta a gamba tesa anche sul bilancio della società colerese proponente, la RSI, fin dal titolo: “Belingheri, tre bilanci sempre più in rosso”, paragonandolo a Juric, l’allenatore atalantino che è stato esonerato dopo tre (come i bilanci) sconfitte.
E ricordando le prese di posizione dei Comuni di Colere (negata l’estensione della Concessione in atto, condizione per poi attuare il collegamento) e di Valbondione con quella votazione per dichiarare la “Pubblica utilità” dell’opera con l’astensione della maggioranza e l’approvazione della minoranza. Poi ecco il passaggio sulla RSI: “Calano gli accessi invernali, da 76mila nel 2022/23 a 70mila nel 2024/25, e di conseguenza gli incassi, ma aumentano i costi di gestione: le perdite passano da 328mila a un 1 milione e 449mila euro. Gli oneri finanziari raggiungono 1.143.000 euro, frutto di un indebitamento bancario salito a 18,5 milioni su un totale debitorio di 22,7 milioni”. La firma è composita: Orobievive – terreAlt(r)e – Valle di Scalve bene comune – Lipu – APE – Legambiente Bergamo – FAB.
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