Logo
Ardesio, Giuseppe ricorda il fratello Davide a sei anni dal terribile schianto: “E’ una mancanza continua, si va avanti per forza, ma quando torno la sera in casa mi crolla addosso tutto”. L’anno dopo perse anche il padre

Decisamente novembre è un mese difficile. Freddo e buio come le giornate mondiali che si celebrano, che servono certo per porre attenzione al problema, sviscerare nuovi dati, ma forse servono di più per farci coraggio, o per esorcizzare la paura, perchè se le celebriamo vuol dire che noi siamo ancora vivi. Quella che ricorda le vittime della strada è tra le più dure, anche perchè le nostre bergamasche, in questo 2025 si sono macchiate di troppo sangue. E pure sangue giovane. Non che vada meglio nel resto d’Italia, purtroppo. Nel 2025, il nostro bel paese resta al 19° posto nella graduatoria europea per mortalità stradale, con 51 morti ogni milione di abitanti (al primo posto la Romania con 77, all’ultimo la Svezia con 22) e con un tasso di motorizzazione tra i più elevati con 700,8 auto ogni 1.000 abitanti. Una passione che ci costa cara e non solo nel portafoglio. La prima causa di mortalità stradale è la velocità. Nel primo semestre di quest’anno si sono verificati 82mila incidenti con lesioni per 111mila feriti e 1310 decessi. Ogni giorno in media ci sono quindi più di sette morti vittime della strada. Fa impressione. La fa di più quando i morti “sono nostri”. Come sempre quando “le cose” toccano il nostro piccolo mondo antico, le vediamo con più chiarezza, ci toccano il cuore e certo ci fanno più paura perchè escono dai post sui social e diventano tragiche realtà. Per contro l’informazione/formazione stradale in Italia è tra le peggiori. Così come il rispetto delle regole, il superamento dei limiti di velocità, i sorpassi e l’utilizzo dei cellulari alla guida. Noi, in Valle Seriana abbiamo una utile pagina facebook con 28.713 iscritti che ci segnala incidenti e problemi sulle strade si chiama “viabilità in Valle Seriana” è un bel servizio e spesso viene proprio evidenziato l’utilizzo degli smartphone come prima causa di distrazione. Ma la velocità è la grande incriminata. Ed è proprio la velocità la protagonista della triste storia che vi vogliamo raccontare, grazie alla disponibilità di un giovane di Ardesio. Lui è Giuseppe Fornoni ha solo 21 anni ma ha dovuto affrontare già due prove durissime. Due lutti. La perdita del fratelloDavide, nel 2019, vittima della strada e nemmeno il tempo di rialzarsi se n’è andato il giovane padre (del 1974) Alessandro nel 2020, durante una escursione in Presolana, ritrovato solo nove mesi dopo sepolto sotto la montagna di neve dell’inverno del covid. Incontro personalmente Giuseppe. Già lo conoscevo, ma faccio fatica a vedere in questo giovane uomo il ragazzo di qualche anno fa. Dimagrito ma in splendida forma, con dei piercing brillanti che circondano i suoi bei lineamenti come una cornice di luce. Lo sguardo timido ma fiero, un modo così gentile nel porsi, qualità che ha in comune con tanti giovani e che mi colpisce sempre. Si siede e lo lascio raccontare, perchè le domande non mi vengono ancora, se non una: come si riesce a continuare a vivere dopo tanto dolore. Un dolore che ti spezza durante l’adolescenza, i quindici anni, nei quali ti sembra difficile anche solo affrontare ogni maledetto giorno, così, anche se va tutto bene… Ci accendiamo insieme una sigaretta, per sciogliere l’imbarazzo in una nube di fumo dove forse celiamo entrambi le nostre emozioni: “Davide se ne è andato per sempre il 15 giugno del 2019,un incidente maledetto in cui pare non andasse nemmeno oltre i 100km orari, era in sorpasso e prese una macchina sulla corsia di accelerazione, ma questo lo sbilanciò e si schiantò sulla rotonda”. Giuseppe si sistema sulla sedia e continua dopo un sospirone: “L’anno dopo è stata la volta di mio padre. Era ottobre, ma lo ritrovarono nel 2021, era il 22 giugno e grazie al disgelo. Ti ricordi quanta neve quell’inverno che tutti siamo rimasti chiusi in casa? (chi se lo scorda, ndr) Ecco, tutta quella neve lo seppellì agli occhi dei soccorritori.  Non posso dimenticare quando finalmente fu ritrovato. Morto sì, ma mettendo almeno fine ad un’ansia incredibile della mia famiglia. Era il giorno dell’Apparizione ad Ardesio, la  festa più importante del mio paese. E invece arrivò ancora una notizia di morte. Non si è mai pronti anche se sapevamo che non sarebbe tornato più nemmeno lui… quando morì mio fratello io avevo solo 15 anni. Io ero già a letto quella notte tra il venerdì e il sabato… mi hanno svegliato, saranno state le quattro, i suoi amici che mi chiedevano se fosse tornato a casa. Lui era in giro con loro alla discoteca Life di Rovetta… però avevano visto un incidente, sembrava la sua macchina, una Renault Clio Sport, erano molto preoccupati”.
ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO IN EDICOLA DAL 21 NOVEMBRE