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Il faccia a faccia. Stefano Mazzoleni: “Ponte Nossa torna ad essere il polo industriale dell’Alta Valle Seriana e intanto al Parco Ramello…”

Ponte Nossa è il primo paese che ti accoglie entrando nell’ alta valle Seriana. Protagonista il fiume Serio che qui divide in due il paese, il borgo storico di antica costruzione e l’area industriale che conobbe grandi fasti tra la fine dell’800 e inizio 900. Società come la De Angeli Frua e la  Cantoni che offrirono posti di lavoro a migliaia di lavoratori giunti anche dalla media e bassa valle. Poi la crisi e la chiusura di alcune attività che hanno lasciato come testimonianza imponenti edifici, oggi sotto la tutela della sovrintendenza come archeologia industriale. Ma siamo all’inizio di un nuovo “risorgimento industriale”. Lo chiediamo al sindaco Stefano Mazzoleni che ci accoglie con un sorriso soddisfatto che anticipa buone notizie: “Il 18 settembre c’è stata una cerimonia con la posa della prima pietra, da parte di  ITEMA (gli azionisti sono le famiglie Radici, Arizzi e Torri) nell’area ex Cantoni, ex De Angeli Frua che iniziò l’attività nel 1909, acquisendo il cotonificio bergamasco già operante nell’800, e la chiuse definitivamente nel 1968. ITEMA, grazie anche al dialogo con la nostra amministrazione, ha acquisito, nel 2022, il 70% dell’area industriale nella sponda nord del fiume. La cerimonia di settembre è stato più un atto simbolico, ma un forte impegno col territorio, per la futura costruzione di un complesso immenso, tecnologico e sostenibile, che farà di Ponte Nossa ancora una volta il polo industriale dell’alta valle Seriana”. Diceva un risultato ottenuto da anni di confronti e aperture dell’amministrazione. Ricordiamo che lei ha iniziato più di 20 anni fa, dal 2004 quando fu vicesindaco di Angelo Capelli, per poi prendere le redini del paese nel 2013, quando Capelli fu eletto in Regione. Traghettò la legislatura sino al 2014 dove vinse le elezioni e poi riconfermato lo scorso 2024: “Esattamente, quindi ho vissuto tutte le fasi, alcune davvero complesse, di questa importante operazione che non solo è di sviluppo industriale ma anche di valorizzazione e conservazione paesaggistica e culturale”. Ci racconta in estrema sintesi come si è arrivati ad oggi? “Abbiamo visto susseguirsi prima una serie di tentativi di recupero dell’area, ad esempio la sfida, poi non riuscita della nascita della “Ponte Nossa kilometro verde spa”, poi finalmente nel 2018 parte dell’area, circa il 30%, è stata acquisita dalle Officine Meccaniche di Ponte Nossa. A fine del mio primo mandato nel 2019 abbiamo  approvato, in consiglio comunale, il primo piano di recupero dell’area che ha consentito a Officine di iniziare i lavori. Vado veloce, ma le assicuro che sono stati anni intensissimi di lavoro e di continui tavoli e confronti anche con la sovrintendenza. Preciso che avremmo potuto fare ragionamenti diversi, come ad esempio concedere la trasformazione di parte  dell’area a commerciale, incassando certamente di più oneri, ecc, ma  abbiamo considerato che il valore importante dell’operazione per Ponte Nossa, che non è certo un territorio prettamente turistico, e che  ha sempre avuto vocazioni produttive, fosse di dover  mantenere la sua  vocazione più importante, quindi non abbiamo snaturato la destinazione e arrivando ad oggi crediamo di aver centrato l’obiettivo”.
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