Angelo & Daniel, padre e figlio, e il Castello di Grumello: “Quando abbiamo scoperto la tenuta ce ne siamo innamorati, era il punto di partenza ideale per dare forma a un sogno di famiglia. Produciamo 70mila bottiglie all’anno”
Angelo e Daniel Gotti, padre e figlio. Uniti da un’unica grande passione: il vino. Una passione che nel 2022 si è trasformata in qualcosa di più dentro la Tenuta Castello di Grumello, dove si viene avvolti dai colori e dai profumi dell’autunno. Abbiamo incrociato la strada di Angelo e Daniel quando qualche settimana fa hanno ottenuto il riconoscimento di miglior produttore emergente 2026 nell’edizione numero 12 della Guida Essenziale ai Vini d’Italia di DoctorWine by Daniele Cernilli. Non ci siamo voluti fermare qui, ma abbiamo chiesto di raccontarci la loro storia.
“Il motivo per cui ho intrapreso quest’attività è innanzitutto la passione per il vino, prima come consumatore, poi come curioso e infine come produttore – racconta Angelo – e il desiderio di alzare sempre più il livello qualitativo del prodotto, per farlo conoscere ed esportarlo nel mondo. Quando abbiamo scoperto il Tenuta Castello di Grumello ce ne siamo innamorati subito: è un luogo che parla di storia, di terra e di lavoro, e ci è sembrato il punto di partenza ideale per dare forma a un sogno di famiglia”.
Che Daniel ha sposato immediatamente: “Per me questa è anche una sfida generazionale. Mio padre mi ha trasmesso la passione per le cose fatte bene e l’idea che la qualità non sia mai un punto d’arrivo. Nel vino abbiamo trovato un linguaggio comune: un modo per unire le nostre sensibilità, la sua esperienza imprenditoriale e la mia voglia di innovare e di proiettare il Castello di Grumello verso il futuro”.
Un po’ di storia
L’ha detto subito Angelo che qui si respira storia: “Il Castello di Grumello è una dimora di origine medioevale, al centro di una tenuta vitivinicola. Costruito intorno al Mille come fortezza militare dotata di una torre d’avvistamento, data la sua posizione strategica divenne, successivamente è diventata residenza del condottiero Bartolomeo Colleoni durante gli scontri fra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano”.
ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO IN EDICOLA DAL 7 NOVEMBRE

