Tavernola, il sindaco: “Quel maledetto giorno in cui morì mio padre. Si fermò un’auto e una donna disse a mia madre: ‘Guarda che tuo marito è morto’. Avevo 5 anni”
La pachera con cui è precipitato Lanfranco Martinelli mentre lavorava per la nuova strada per Parzanica, è ancora nel precipizio della valle.
Adesso è sindaco di Tavernola, Roberto Martinelli. Il suo collega di Parzanica Battista Cristinelli ha preso l’iniziativa di far mettere una targa sul viadotto che allora si stava costruendo per la nuova strada di Parzanica e dove è morto il papà di Roberto, mentre lavorava su un mezzo meccanico, precipitato a valle. Poco distante una croce ricorda la disgrazia. E la ricorda anche il figlio che quel giorno, il 27 gennaio 1997, aveva 5 anni. «Stavo giocando in casa, a Bianica, dove abitavamo. Sentivo le ambulanze e le sirene dei Vigili del Fuoco, di là dalla valle. La mamma venne e mi disse: mettiti il giubbino che dobbiamo andare. Era pomeriggio, saranno state le 16-16.30 di quel fine gennaio. Ci siamo avviati verso il capannone della ditta per cui lavorava mio padre. Mia madre mi teneva per mano. Siamo arrivati là e abbiamo incontrato i compagni di lavoro chiedendo cosa era successo, stavano tutti sul vago, Franco? Non sappiamo, insomma nessuno ci diceva niente di preciso. Stavamo tornando indietro, avevamo fatto pochi passi e arriva un’auto, me lo ricordo bene, sono cose che non dimentichi, c’erano due, forse tre donne, dietro non vedevo. Una ha abbassato il finestrino e ha detto a mia mamma: “Guarda che tuo marito è morto”. Non l’ho mai detto a mia mamma che mi ricordo quel momento e quella frase, buttata lì come niente fosse».
ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO IN EDICOLA DAL 7 NOVEMBRE

