Don Elio Mistri e la sua nuova ‘missione’. Il sindaco di Cazzano: “Sapevamo della riluttanza di don Elio ma la calorosa accoglienza della nostra comunità…”. Il sindaco di Vertova: “Atto di obbedienza faticoso ma l’ho visto sereno….”
“E’ stata proprio una bella festa, abbiamo accolto il nuovo parroco don Elio Mistri con cordialità e con calore insieme ai tanti Roveresi che l’avevano accompagnato”.
Così il sindaco Sergio Spampatti, che in lieto corteo, il pomeriggio di domenica 26 ottobre scorso, ha percorso il tratto dal ponte di via Papa Giovanni alla chiesa parrocchiale, insieme a Riccardo Cagnoni, sindaco di Vertova, paese natale di don Mistri, al parroco di Torre de’ Roveri dove don Mistri ha svolto il suo ministero pastorale per 27 anni, Matteo Francesco Lebbolo, alla numerosa delegazione roverese, ai rappresentanti delle associazioni, ai bambini della scuola materna parrocchiale, ai giovani dell’Oratorio ed ai fedeli accorsi numerosi: “Naturalmente eravamo tutti informati dell’iniziale riluttanza di don Mistri ad una nuovo incarico pastorale in una sede sconosciuta dopo quasi 3 decenni trascorsi a Torre de’ Roveri, e devo dire che, umanamente, questa riluttanza mi sembrava più che comprensibile; perciò, come ho evidenziato nel mio discorso di saluto, sapendo di quanto il suo arrivo fosse frutto di sofferta obbedienza ai suoi superiori, gli ho espresso tutta la stima, la vicinanza e l’affetto della nostra comunità. I parroci sono ancora importanti figure di riferimento nei nostri paesi, e non dubito che anche don Elio lo sarà perché impareremo presto a conoscerlo, a stimarlo e a rispettarlo come hanno fatto i suoi parrocchiani precedenti”.
Dal canto suo il nuovo parroco si dice persino stupito di aver trovato un’accoglienza così calorosa: “Davvero è stata un’accoglienza oltre ogni mia aspettativa, per me che non ci contavo e forse nemmeno la volevo in quanto ancora un po’ segnato dai noti dissapori coi superiori … Invece è stato il popolo di Cazzano a volerla così, dimostrandosi cordiale nei miei confronti e fiducioso nel mio impegno pastorale ancora prima di conoscermi, per cui ho cominciato fin da subito a voler bene a questa comunità, a voler conoscere la sua storia, le sue tradizioni, i suoi bisogni, i suoi punti di forza, convinto che si potrà proficuamente camminare insieme”.
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