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Nembro, viaggio nella cooperativa Gherin, che esiste da 25 anni, e le minacce sui muri: “Non siamo intimoriti”. Il parere del sindaco e dei consiglieri regionali seriani

«Non c’era nell’aria assolutamente niente. Le nostre manifestazioni sono sempre state a sfondo benefico, senza nessun risvolto politico o partitico. Noi raccogliamo persone con ideologie politiche diverse, quindi non ci aspettavamo nulla di questo tipoFrancesca Signori responsabile operativa della cooperativa Gherim non ha dubbi. La scritta “un rosso buono è un rosso morto” apparsa nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre sul dehor del bar Bottega e caffè attiguo al bar Modernissimo, gestito appunto dai soci e dai volontari della cooperativa sono stati una bruttissima sorpresa. «Però questo non ci intimorisce particolarmente, nel senso che sappiamo di esserci comportati in maniera adeguata.»
Venerdì 3 ottobre in piazza Libertà, la cooperativa, insieme ad altre realtà nembresi e la stessa amministrazione comunale, aveva organizzato una cena solidale, con l’obiettivo di raccogliere fondi in sostegno di “Un ambulanza per Gaza”, idea promossa dall’associazione Amicizia Bergamo Palestina. «Forse questa iniziativa ci ha fatto etichettare politicamente. Però quella di Gaza è una catastrofe veramente grossa. Per quel poco che abbiamo potuto fare l’abbiamo fatto. La nostra filosofia, da quando esiste Gherim, è sempre improntata sul fare e non sul dire. Tutti i giorni ci spendiamo nel commercio per gli ultimi e in questo caso le persone di Gaza sono veramente gli ultimi, quelli che hanno bisogno di un po’ d’aiuto nel limite delle nostre possibilità.» Puntualizza sempre la responsabile: «Perciò abbiamo fatto quella cena, che rifaremo indubbiamente anche alla luce di questa rilettura sbagliata che è stata fatta da qualcuno. Quindi proseguiamo sulla nostra linea cercando e sperando di fare sempre del bene. Per esempio, in quella serata abbiamo raccolto e devoluto 2.900 euro».
Questo attacco scritto è stato il primo nella lunga storia della cooperativa Gherim che esiste da 25 anni e da dodici gestisce il bar nella piazza nembrese. «Noi siamo tranquilli. Abbiamo un po’ di timore perché siamo su una delle piazze più frequentate da famiglie e bambini. Perciò speriamo ci sia sempre sicurezza. Perciò» conclude Francesca Signori: «Continueremo con le nostre iniziative. Si parlerà di pace, sempre in collaborazione con alcuni gruppi che operano sul territorio di Nembro, con i quali abbiamo già lavorato nelle precedenti occasioni. C’è già in programma, ma lo era già prima di questa cosa, un incontro il 30 novembre con Medici Senza Frontiere che parleranno del loro operato, non solo a Gaza, ma in tante zone dove la situazione non è bella.»

Le reazioni a Nembro

«Un gesto grave, che richiama momenti bui della nostra storia e che nulla ha a che vedere con i valori di dialogo e rispetto che la nostra comunità promuove ogni giorno.» Ha commentato immediatamente il sindaco Gianfranco Ravasio con un post diffuso su tutti i social dal canale istituzionale del comune di Nembro. «L’Amministrazione comunale condanna con fermezza quanto accaduto ed esprime piena solidarietà alla cooperativa sociale Gherim, che da anni gestisce con impegno e sensibilità questo spazio, punto di riferimento per tutta la cittadinanza. L’episodio arriva dopo una serie di iniziative pubbliche organizzate a Nembro per la pace, contro ogni guerra e per la solidarietà tra i popoli: appuntamenti che hanno sempre voluto unire, non dividere. Le scritte di questa notte non solo hanno danneggiato un bene comune, ma hanno cercato di colpire anche il significato profondo di un luogo simbolo di cultura, incontro e inclusione» Proprio per questo Ravasio non sa se queste scritte possano essere state rivolte contro la cooperativa o addirittura contro la sua giunta. «So che stanno indagando i carabinieri di Alzano Lombardo e sono andate al vaglio le immagini registrate dalle telecamere di piazza della Libertà, piazza della Repubblica, quelle dei giardini Moscheni che sono la parte dietro il Modernissimo e di alcune attività presenti sulla piazza. Però non so di nessuna novità. Purtroppo la telecamera del bar che dà sul dehor non registra, serve solo per chi all’interno deve verificare se ci sono clienti all’esterno.»
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