Leffe, il ricordo di Fausto Carrara: “Fausto cosa ti serve? ‘Un miracolo, mi serve un miracolo’. Il buon umore ci ha salvati nella vita. Il miracolo è sentire che Fausto vive ancora dentro di noi e che anche un gregario può diventare un campione”
È venerdì mattina; mancano 36 ore per l’ultimo respiro di mio fratello Fausto. Lo sento lamentarsi con un sospiro profondo mentre è disteso nel suo letto. “Fausto, cosa ti serve”? Lui gira il volto verso di me e con un filo di voce ed un tono sarcastico mi dice: “Un miracolo, mi serve un miracolo!”.
Ci facciamo una risata. Il buon umore ci ha salvati nella vita. Le battute di spirito le abbiamo ereditate da nostro padre, ancora prima della passione per il ciclismo ed i ragazzi. Eravamo adolescenti quando “Gianni Carrara” morì lasciandoci una grande eredità umana.
E Fausto è riuscito a “trasformare l’acqua in vino”. Ha proseguito quel percorso di dare una possibilità di crescita ai molti ragazzini attraverso il ciclismo.
Bisogna ritornare al 1984 quando nostro padre diede vita alla Società ciclistica Leffe. Il suo motto era che per dare un senso alla vita dei ragazzi bisognasse impegnarli nello sport. Molti anni dopo Fausto ha preso le redini di questo progetto con l’idea di unire le 4 società ciclistiche della Val Gandino. Si è così costituita la “Ciclisti Valgandino”, che oggi conta fra le sue fila molti ragazzi.
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