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La presidente dell’Ambito Territoriale 9 Flavia Bigoni sulla situazione dei medici: “Gli orfani di medici sono raddoppiati, confidiamo nella nuova legge sulla montagna”

L’estate è alle spalle e per il secondo anno consecutivo nei centri turistici non si sono visti nemmeno i medici dedicati ai turisti ma soprattutto sempre più paesi dell’ambito 9, quello che riguarda appunto i comuni dell’Alta Valle Seriana e della Valle di Scalve, sono senza il medico di base, un dato mai così critico negli ultimi decenni.
Flavia Bigoni è la presidente dell’Ambito. Eletta dai sindaci da quasi cinque anni, all’inizio della sua esperienza amministrativa a Clusone, dove ricopre anche la carica di assessora ai Servizi Sociali, Istruzione, Famiglie e Pari Opportunità. Com’è la situazione in questo nuovo autunno caldo per le famiglie del territorio?
Stiamo aspettando a breve i dati aggiornati degli ultimi mesima certo la situazione non è rosea”.
Come è andata l’estate? “Non è più stata attuata, appunto, la guarda turistica, un tema che ho portato nel tavolo di rappresentanza dei sindaci che afferiscono come territorio a Bergamo Est (I comuni facenti capo all’ Asst, ovvero l’Azienda Socio-Sanitaria Territoriale, di Bergamo Est si suddividono in diverse aree distrettuali, come la Valle Seriana, la Valle Cavallina, il Basso e Alto Sebino, e le zone di Seriate e Grumello del Monte – n.d.r.). Le ASST adesso gestiscono sia i medici di medicina generale sia quella che chiamavamo guardia medica, che adesso è il 116/ 117 dove i medici coprono la sera dalle 20 alle 8 del mattino e il weekend tutto il giorno. Il problema è sempre quello, mancano i medici”.
A chi si si sono quindi rivolti i nostri, sempre più numerosi turisti? “C’è questa centrale unica operativa che risponde quindi al 116/117, qui ci sono operatori formati che valutano il bisogno e la necessità sanitaria del cittadino che chiama e, in funzione della gravità della situazione, invitano a recarsi al pronto soccorso oppure inviano essi stessi il medico di guardia direttamente all’abitazione. La centrale è unica a livello provinciale con sede a Dalmine”.
Ci sono stati problemi vista l’affluenza di questa estate 2025? “Che abbiano segnalato a me, come presidente di Ambito, no, tutto sommato è andata bene, si sono date risposte adeguate a chi aveva bisogno. Certo i turisti hanno potuto anche avvalersi degli ambulatori medici temporanei (gli AMT) nelle aree dove non c’è il medico di medicina generale. Dove si rivolgono anche i nostri residenti. Certo c’è una turnazione, vuol dire che non si trova necessariamente lo stesso dottore, ma da noi non è così alta, si trovano spesso gli stessi medici”.
Ma tornando ai dati, almeno a quelli sino ad agosto, com’è la situazione di quelli che vengono definiti “orfani di medico”, i nostri residenti intendo? “Sono oltre 35.000 i bergamaschi senza medico, ma sono addirittura raddoppiati nella Bergamo Est. I pazienti scoperti sono passati da 5.000 a 10.000”.
Una catastrofe, quali i motivi? “Molti dottori sono andati in pensione e quelli nuovi, e sono pochi, preferiscono le aree cittadine o comunque più vicine a Bergamo o i grandi centri. Proprio in questi giorni, purtroppo, un altro dato non incoraggiante, ovvero l’analisi del flop di iscritti del corso di 3 anni di medicina generale, gestito da Regione Lombardia, corso che abilita i medici già laureati a diventare medico di base. Professione purtroppo poco attrattiva in questo momento storico, eppure così importante per tutti noi”.
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