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|A Ponte di Legno pronto il primo modello mondiale di case ‘attive’ Consegnate tutte le villette, nessun costo di bolletta ma surplus di energia da rivendere
È pronto. Le villette sono lì che aspettano solo di essere abitate, di essere vissute. E non sono certo case qualsiasi. Sbarca a Ponte di Legno il Green Village, primo modello mondiale di case attive, consegnate le ultime villette ispirate a Case di Viso. Non un semplice complesso residenziale, ma un vero e proprio laboratorio internazionale di sostenibilità, innovazione e qualità della vita: il Gruppo Guerini Real Estate & Hospitality annuncia la finalizzazione del Green Village di Ponte di Legno, un progetto destinato a segnare un punto di svolta a livello mondiale nel modo di abitare e vivere la montagna. Qui, nel cuore della montagna, nel cuore di Ponte di Legno, nel cuore delle Alpi, il Green Village rappresenta un unicum globale: un insediamento concepito fin dall’inizio per integrare architettura, natura e tecnologia, riducendo al minimo l’impatto ambientale e massimizzando il benessere degli abitanti.
Un modello pionieristico. Le caratteristiche distintive del Green Village lo rendono un progetto di riferimento internazionale. Bioedilizia avanzata: ogni edificio è realizzato con materiali naturali e certificati, secondo i più alti standard energetici e ambientali, garantendo consumi ridotti e comfort abitativo superiore. Energia 100% rinnovabile: il Village si alimenta esclusivamente con fonti pulite, integrando pannelli solari, sistemi di geotermia e tecnologie di recupero delle acque reflue. Architettura che dialoga con il paesaggio: le linee costruttive rispettano e valorizzano la bellezza di Ponte di Legno, fondendosi armoniosamente con boschi e montagne circostanti.
Il commento – Il sogno dell’autarchia
Ci sono studiosi, sociologi ed economisti che hanno ipotizzato un mondo che si smarca dalle multinazionali e dai “poteri forti”. No, non è il sogno comunista, svanito al (brusco) risveglio. La teoria è quella di realizzare “isole” autarchiche, che non debbano dipendere da nessuno. Se è l’energia che ci rende dipendenti e sudditi di fatto, rendersi indipendenti è un passo notevole per diventare autonomi. E queste “isole” si possono realizzare, come questa di cui parliamo. Non una sola “casa”, ma un quartiere, per poi in futuro pensare a un paese, a una valle e poi chissà… In passato ci sono già stati esperimenti riusciti, il teleriscaldamento di interi quartieri, ma sempre dipendendo poi da una “centrale” alimentata da energia esterna (e costosa).
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