“La maggior parte dei risultati di oggi nascono dal lavoro di ieri”. Il capogruppo de “L’Ago di Lovere”. Conti: “Ci vuole consapevolezza storica e un pizzico di umiltà”
In relazione all’articolo apparso sul numero di venerdì 10 ottobre, riportante l’intervista alla sindaca di Lovere sull’operato della nuova amministrazione comunale desidero, come capogruppo di opposizione de L’Ago di Lovere, evidenziare alcuni fatti che possano fare chiarezza e riportare le cose nella giusta prospettiva. Fin dal suo insediamento, la Sindaca Taccolini ha mostrato una forte inclinazione a presentare i risultati raggiunti come frutto esclusivo della propria azione amministrativa, quasi che la storia di Lovere fosse iniziata con il suo insediamento, e a sminuire l’operato della precedente amministrazione. Una narrazione che, sebbene efficace sul piano mediatico, dimentica volutamente che molti dei progetti oggi sbandierati come propri, sono il risultato di un lavoro lungo e complesso, portato avanti da chi l’ha preceduta, ponendo le basi perché oggi si possano concretizzare (vedi, ad esempio, la riapertura di Via Macallè avvenuta poco dopo le elezioni). È comprensibile l’entusiasmo di chi si trova a gestire opere importanti, ma sarebbe auspicabile che tale entusiasmo fosse accompagnato da un minimo di riconoscenza istituzionale, consapevolezza storica e, perché no, un pizzico di umiltà. L’amministrare non è un esercizio di vanità, ma un lavoro di continuità: ciò che si costruisce oggi è possibile solo grazie a ciò che altri hanno progettato ieri, ed è proprio per questa ragione che vogliamo fare alcune precisazioni su particolari importanti che sono stati omessi sui vari lavori citati dalla sindaca. Per quanto riguarda l’Edificio Ruffini – Barcella che insiste sull’area confine fra Lovere e Costa Volpino, va sottolineato che la passata amministrazione di Lovere aveva instaurato un rapporto di collaborazione proficuo con quella di Costa Volpino, contrariamente a quanto si potrebbe dedurre dalle parole della sindaca. L’idea del progetto unitario, infatti, nacque proprio da questo dialogo e fu condivisa fin dall’inizio con l’allora Sindaco Mauro Bonomelli, proseguendo poi con l’attuale Sindaco Baiguini. I passaggi burocratici fondamentali, come l’inserimento nel PGT di Lovere della variazione di destinazione d’uso dell’immobile Ruffini da privato abitativo a uso pubblico e la richiesta al Demanio per la concessione dell’area a lago, furono attivati e predisposti dalla precedente amministrazione, spianando così la strada a quella attuale, che può vantarsi ora di aver ottenuto in concessione circa il 40% di tutta l’area Ruffini a lago. Va inoltre ricordato che, senza questo “tavolo già apparecchiato” e senza il lascito della precedente amministrazione — pari a circa 600.000 euro di avanzo di amministrazione, come da bilancio consuntivo approvato — mai sarebbe stato possibile predisporre con serietà un progetto di tale portata a solo un anno e mezzo dall’insediamento della nuova giunta.
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