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Tavernola, frane, medico, ex Berta, campo sportivo…

Il sindaco Roberto Martinelli è alle prese con le “solite” emergenze, quella dei medici di base, quella delle frane sulla statale, quella della piazzola ecologica, quella del campo di calcio, quella delle opere da fare. Cominciando dalla situazione delle frane sulla statale di cui parliamo nelle pagine dedicate alle “varianti fantasma”. Certo, il pericolo del tratto dopo la galleria di Portirone fino a Zù incombe ad ogni forte temporale. Dall’altra parte, verso Predore, non ci sono particolari problemi, ma resta il cado della pedonale-ciclabile del Corno, sempre chiusa. Stanno realizzando la ciclabile Milano-Monaco con sbancamenti importanti (vedi Piangaiano) e costosissimi. La ciclabile sul lago sulla sponda bergamasca resta irrealizzata e davvero i ciclisti nella due gallerie di Portirone e del Corno entrano a loro rischio e (grande) pericolo. Ma è la strada di collegamento che ha importanza maggiore, le interruzioni, come sostiene il sindaco di Riva, sono  una tantum, ma allarma la dichiarazione del geologo dell’Anas (leggetelo nelle prime pagine) per cui c’è alle spalle della statale una “montagna che frana”. E la “montagna che frana” questa volta non è quella del monte Saresano su cui procedono i lavori di consolidamento. Certo sulla sponda bresciana la soluzione radicale è stata quella delle gallerie. Sulla sponda bergamasca sono mancati gli appoggi politici.
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