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Matteo, giovane agronomo che si prende cura del campo del seme per conservare il mais Rostrato Rosso di Rovetta e quei 500 semi conservati alle Svalbard in Norvegia

Dietro le distese di mais Rostrato Rosso di Rovetta, cullate dalla brezza di settembre, non c’è solo la cura e l’amore degli agricoltori, ma anche di chi, come Matteo Bellini di Fino del Monte, tecnico agronomo e componente della commissione De.C.O., ne segue da vicino ogni piccolo passo. Non potevamo quindi che parlare con lui proprio quando è calato il sipario della Sagra che, anche quest’anno, ha portato Rovetta indietro nel tempo. “La commissione, insieme all’associazione Rosso Mais, si occupa della valorizzazione della varietà di mais Rostrato Rosso – spiega -. Sul territorio oggi abbiamo cinque produttori di questa varietà, ma due figure sono state molto importanti nella sua storia: Giovanni Marinoni, l’agricoltore custode che ha conservato e riprodotto la varietà ed è purtroppo mancato all’inizio di quest’anno, e Donatella Scandella, che ha fondato l’associazione dieci anni fa nel contesto di Expo Milano e ha ricoperto il ruolo di Presidente per parecchi anni”.
Di cosa ti occupi? “Insieme agli altri membri della commissione mi occupo, oltre che della valorizzazione attraverso gli eventi, anche di seguire i campi degli agricoltori e in particolare il campo del seme, che si trova nella parte alta del paese di Rovetta. Questo è un terreno comunale dove si riproduce di anno in anno la semente che poi viene distribuita ai produttori e una parte viene conservata per essere riseminata l’anno successivo. Gli aspetti più tecnici legati all’impollinazione e al controllo rispetto all’ibridazione con altre varietà vengono seguiti assieme al CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) di Bergamo, un ente pubblico che si occupa di ricerca in agricoltura, che ci aiuta e supporta con sopralluoghi e consigli”.
ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO DEL 26 SETTEMBRE