Costa Volpino, Don Piero, 50 anni di sacerdozio, ridipinge panchine e staccionate: “Dopo la preghiera, voglio darmi da fare per la comunità. La ‘chiamata’? Allora non c’erano i telefoni…”
Passeggiando per le vie delle frazioni di Costa Volpino vi sarà capitato di incrociare don Piero Zanardini, armato di pennello e latta di vernice mentre ridipinge panchine e staccionate.
“Sono sempre stato abituato a lavorare, a correre, a fare – spiega mentre si prende una pausa di qualche minuto – e quando sono andato in pensione mi sentivo morire nel vuoto, senza più organizzare e fare nulla, e quindi mi sono detto che avrei voluto fare qualcosa di utile per la comunità. Ho visto che nelle frazioni di Costa Volpino c’erano alcune panchine e staccionate che avevano bisogno di manutenzione e di essere pulite così, siccome da ragazzino ho fatto un po’ il manovale con i miei familiari e qualcosa di pratico l’ho sempre fatto, ho pensato di chiedere un parere al sindaco visto che sono pubbliche e mi ha fornito la vernice… sia chiaro che non sono un eroe, sono solo un volontario con il desiderio di dare una mano per mettere in ordine alcune cose”.
E nessuno la segue? “Ho chiesto a un gruppetto di adolescenti di darmi una mano a Ceratello, perché quello è un lavoro più complicato e da solo non me la sento, per il resto invece mi arrangio da solo. Magari cercando di più avrei trovato qualche giovane, ma va bene così, quando ho finito la preghiera faccio un paio di ore di penitenza per i miei peccati – sorride -. Sistemo ringhiere, staccionate, panchine, non saranno perfette come se le facesse un impresario però vengono bene”.
Prima di lasciare don Piero al suo impegno quotidiano, gli chiedo di raccontarmi la sua vita da sacerdote. Ho saputo che quest’anno ha festeggiato il 50° anniversario di ordinazione sacerdotale: “E ho festeggiato ben tre volte, prima a Fraine, il mio paese d’origine, in occasione di San Pietro a fine giugno insieme ai miei compaesani e i miei parenti ed è stato bellissimo, poi a Sulzano con la festa san Fermo il 9 agosto, infine a Branico. I festeggiamenti sono sempre molto belli, sia per l’affetto ma anche perché sono momenti di crescita e di preghiera, di grande calore… insomma, si vede che non ho fatto dispetti a nessuno (sorride, ndr) e la gente mi è sempre stata vicina”.
ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO DEL 26 SETTEMBRE

