Duecentocinquantamila soldati morti? Silenzio. Un milione di giovani russi tra morti e feriti? Silenzio. Quattrocentomila tra morti e feriti ucraini? Silenzio. Ventimila minori ucraini deportati in Russia e nei territori occupati dalle truppe russe dall’inizio dell’invasione? Silenzio.
Le forze politiche europee, sinistra compresa, sono concentrate su Gaza e sui quasi settantamila morti civili (senza armi, senza casa, senza cibo, senza alcuna libertà) provocati da Benjamin Netanyahu. Sull’insensato disastro provocato da Putin a danno dell’Ucraina, e soprattutto a disprezzo della “sua” Russia, nessun sit-in, nessuna veglia, nessun ritrovo, nessuna assemblea, nessuna protesta, nessuna mobilitazione.
Non si tratta di un confronto di numeri. I massacri di Gaza impallidiscono dinanzi ai massacri russi in Ucraina e tra le truppe dell’aggressione. Ma lasciamo perdere la bilancia numerica. Inorridisco di fronte a Gaza, ma inorridisco almeno altrettanto guardando le catastrofi putiniane nel suo paese e nel paese aggredito, la vera vittima.
L’attenzione diversa dimostrata dalla politica osservando l’est europeo induce a pensare a uno strabismo per lo meno sospetto. Perché tanta giusta e condivisibile mobilitazione per Gaza e nulla per la follia putinesca sostenuta da Trump? Perché la giusta presa di posizione sui due popoli e due stati e una totale assenza sulla legittima autonomia di un paese come l’Ucraina?
I motivi sono numerosi e attraversano quasi tutte le alleanze politiche. Appena si parla di Ucraina trovi subito un primo della classe che risponde sostenendo che ci furono terribili aggressioni da parte della Nato. Se chiedi di citarne almeno una riguardante l’est europeo (luogo, data, responsabilità, conseguenze) balbetta qualche risposta generica ed evade immediatamente la domanda. Se insisti ti dice che la guerra Russia/Ucraina va avanti dal 2013, che gli occidentali devono perdere il vizio di voler insegnare agli altri la democrazia imponendo basi Nato sui confini di paesi che devono costruirsi la loro democrazia, che gli americani ovunque sono andati hanno fatto disastri.
Le giustificazioni sono piene di menzogne. È vero che il conflitto russo ucraino non è cominciato nel 2022. Ma chi si è impadronito con le armi della Crimea? È vero che la Nato si è diffusa nei paesi ai confini con la Russia, ma è falso che la l’alleanza atlantica abbia imposto l’adesione a Polonia, Ungheria, Romania, paesi baltici, Svezia e Finlandia.
Questi paesi hanno aderito di corsa alla Nato per sentirsi più sicuri diffidando, giustamente, di Putin. Paesi democratici governati indifferentemente da coalizioni di destra o di sinistra.
Le sbagliate guerre americane per esportare la democrazia non hanno mai riguardato i paesi dell’est europeo. Aggiungiamo che se un errore è stato compiuto dall’Ucraina è stato quello di restituire prontamente tutti gli ordigni nucleari all’ex Patto di Varsavia e di accettare l’imposizione esterna, tuttora ripetuta da Putin, di non aderire alla Nato. Fosse entrata nel patto atlantico non sarebbe stata aggredita.
Ci sono poi delle ragioni interne alla politica italiana per cui si protesta per Gaza ma non si accende nemmeno una candelina per gli ucraini. Le contraddizioni investono sia la sinistra, sia la destra. Salvini e Vannacci sono esplicitamente filoputiniani e condizionano di conseguenza anche la Meloni. Conte e l’alleanza verdi-sinistra pensano che si fermi Putin sputandogli in un occhio, senza armi, senza soldati, senza aerei… Invocano la diplomazia come se lo Zar russo fosse affidabile e non stesse prendendo in giro il mondo intero. Anche all’interno del Pd la posizione è per lo meno ambigua. La sinistra della Elly Schlein è infiltrata di falsi pacifisti con la bandiera bianca.
Dunque, giusto clamore su Gaza e silenzio totale su Kiev. Una vergogna. Meno male che c’è lo sguardo di Mattarella, per dirla alla Pessoa, “limpido come un girasole”.


