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Trump grida nel buio
Foto Richard Drew

Perché Trump ha riscoperto il Cristianesimo e perché il Cristianesimo patriottico e nazionalista appoggia e teleguida Donal Trump? Alle spalle del partito repubblicano è cresciuto, già a partire dagli anni ’80, un mix di cristianesimo calvinista, di cattolicesimo conservatore, di cristianesimo patriottico, di movimenti pentecostali e carismatici che, nel nome della libertà religiosa, sta affermando la re-identificazione tra religione, partito (repubblicano) e Stato.

In nome di cosa? Del suprematismo cristiano-bianco. Così la rivendicazione della libertà religiosa si tramuta nel suo contrario, lanciando campagne contro la secolarizzazione, la laicità, il pluralismo culturale e quello etnico.

L’assassinio di Charlie Kirk ha dato un tono apocalittico, da battaglia finale, al cristianesimo nazionalista e patriottico. Come ha spiegato da questa parte dell’Atlantico, Alexander Dugin, il filosofo di Putin, è scoppiata da tempo una guerra civile mondiale: da una parte i Cristiani patriottici e nazionalisti, guidati dalle bandiere di Cristo, dall’altra i globalisti democratici e di sinistra. Sono le brigate globaliste che hanno ucciso Charlie Kirk. Con ciò Putin e Trump sono reclutati nella stessa trincea, che passa, in primo luogo per l’Ucraina… è la trincea della difesa della civiltà occidentale, nella quale si sono accucciati, al riparo, Matteo Salvini e l’ex-generale Vannacci. Occorre qui districare i fili di questo quadro politico-ideologico.

Donde viene il revival dell’apocalittismo, l’idea che stiamo arrivando ad un confronto finale tra il Bene e il Male, tra la Luce e le Tenebre? Sul piano della genealogia teologica la ricostruzione dei fili è agevole. Si deve partire dal messianismo del Vecchio Testamento, dall’Apocalisse di Giovanni, da Zoroastro ai Manichei, dai Millenaristi ai Catari agli Anabattisti: corre un unico filone, quello dell’attesa della fine del mondo.

Il vecchio mondo in cui viviamo sarà bruciato da un Fuoco cosmico e di lì nasceranno “terra nuova e cieli nuovi”. La laicizzazione di questa Apocalisse e della relativa predicazione messianica sono state le Rivoluzioni moderne: quella Americana, quella Francese, quella Sovietica.

Perché oggi torna il Millenarismo in salsa americana, che presenta il passato pre-Trump come il male, il presente come redenzione promossa dal MAGA e il futuro come nuova età dell’oro? Perché, sì! siamo alla fine del mondo. Per essere più precisi: “la fine di un mondo”, che noi, i suoi abitanti, tendiamo a scambiare per “la fine del mondo”. Noi abitiamo un mondo – quello dell’Occidente – che si sta disgregando.

L’Occidente ha conosciuto molte metamorfosi. Esso è nato quando ha cominciato a contrapporsi all’Oriente. Gli storici lo fanno iniziare dalla battaglia di Salamina, 23 settembre 480 a. C., quando le agili navicelle greche di Temistocle affondarono quelle persiane di Serse. Il 1492 è l’altra data epocale: l’Europa muove alla colonizzazione del mondo. Nel 1571 e nel 1683 l’Oriente islamico tenta l’assalto e viene respinto. In questi anni Spagna, Portogallo, Olanda, Inghilterra sono l’Occidente europeo che conquista e colonizza l’America e l’Asia. Nell’Ottocento vi si aggiungono la Francia, la Germania, l’Italia. Sono le Conferenze di Berlino, organizzate da Bismarck nel 1878 e nel 1884.

La Prima guerra mondiale fa esplodere questo Occidente, che viene ricomposto attorno agli Usa dopo il 1919 e definitivamente agganciato a loro dopo il 1945. Ne diventano il leader effettivo. L’Occidente post-1945 comprende gli Usa, l’Europa occidentale, l’America latina, il Giappone, l’Australia, la Nuova Zelanda. Sul fronte opposto l’URSS e l’Europa orientale. In mezzo i Non-allineati come l’India, l’Indonesia e la Jugoslavia; fuori gioco la Cina e l’Africa.

Questo mondo è finito nel 1989. Una fotografia del presente vede la Cina che tende al primato politico e militare mondiale, la Russia che tenta la ricostituzione dell’Impero, l’India, il Brasile, la Nigeria, il Sudafrica che percorrono strade proprie, in Medioriente si affrontano Turchia-Iran, l’Africa sta diventando una potenza demografica, che tende a trasbordare in Europa…

E gli USA? L’impero americano è in declino.  Gli assetti multipolari mondiali sono saltati, l’ONU non esercita più nessuna governance. Il discorso all’ONU tenuto da Trump il 23 settembre è l’epitaffio su una tomba. Gli Usa ci stanno provando da soli contro il resto del mondo. Ecco perché Trump lancia messaggi apocalittici. Come chi grida nel buio per farsi coraggio.