Sul far della sera. Può essere. La sensazione di arrivare al capolinea senza una linea sul capo. La sensazione di tornare a rialzarmi su trampoli che non reggono cuori ma solo corpi. La sensazione che non ci sei da troppo tempo e il tempo diventa troppo. Pensa che bello avere un cuore leggero come polline, laborioso come ape operaia. Vorrei un cuore pensile, fiori campestri, rintocchi di campanile di primo mattino. Cerco quell’alba che mi mettevi sulle spalle come un mantello per coprirmi l’anima. Cerco un cuore abbastanza grande per il perdono e abbastanza piccolo per entrare in ogni proposito. Corteccia e zucchero. Che sia qualcosa che ora manca oppure un sacchetto di biglie nella tasca. Ci sono certe notti addobbate di luna che ti fanno sentire un bimbo vicino ai doni dell’albero di Natale. C’è un posto che ci assomiglia. E noi non assomigliamo a nessun posto. Cosa vedi quando guardi il cielo? Idee. Cioè, pensi a delle cose? No, le faccio proprio avverare. Con l’immaginazione? No, soltanto con quello che resta nei miei occhi. Sul far della sera.

