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Benedetta Gente

“Definire bambino!”. La risposta incredibile dell’ambasciatore israeliano a un furibondo Enzo Iacchetti è diventata “virale”, come direbbe un giovane oggi. Ma è un segno che abbiamo perso i fondamentali della logica e del ragionamento, la storia della filosofia azzerata. Tanto varrebbe ridefinire il termine “civile” rispetto a quello di “soldato”, già che ci siamo allarghiamoci anche al genere maschio/femmina e risalendo nella storia filosofica a dare (nuovo?) senso al vocabolo “uomo”. Se questi, se noi, siamo ancora “uomini”. “Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini. E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi” (Sciascia: “Il giorno della civetta”).
È un brutto mondo dove si è tornati a confrontarsi, scontrarsi, mettendo in campo (minato) solo i rapporti di forza, un continuo braccio di ferro tra uomini (“ominicchi”) soli al comando, più o meno regolarmente eletti: ma eletto lo fu anche Hitler, e lo sono stati anche Trump, Netanyahu e Orbán (su come sia stato eletto e rieletto Putin ci sarebbe da discutere). La fragilità delle “culle” della democrazia (la Grecia certo, ma poi tutte le democrazie europee) è allarmante, se “s’ode a destra uno squillo di tromba” (Manzoni) a sinistra non risponde più uno squillo, comunque non di tromba, al massimo un suono fastidioso e comico di trombetta.
Eserciti di giovani mandati al massacro, città rase al suolo indiscriminatamente, esodi di gente disperata. “Del conflitto esecrando / La cagione esecranda qual è? / – Non la sanno: a dar morte, a morire / Qui senz’ira ognun d’essi è venuto; / E venduto ad un duce venduto, / Con lui pugna e non chiede il perché” (Coro – Conte di Carmagnola – Manzoni). Venduti a ducetti venduti.
La “cagione” la sanno solo i “duci”. Giocano al risiko: Trump, proveniente dal mondo del wrestling (dove la lotta è finta) crede di stare ancora in quello spettacolo dove ci si insulta a salve e ci si colpisce per finta. I suoi interlocutori magari non l’hanno capito e fanno sul serio e allora si spiegano gli sconquassi attuali che stanno portando sull’orlo di una guerra a macchia di leopardo, ma sempre con stragi. Il termine “genocidio” è stato usato dall’ONU, non da qualche pasdaran e credo ci abbiano pensato prima di usarlo. La differenza tra lo scontro Russia/Ucraina e Israele/Palestinesi è che nel primo caso in campo ci sono due eserciti, nel secondo caso c’è un’organizzazione terroristica (Hamas) contro un vero esercito (e che esercito!). Ma conflitti altrettanto feroci ci sono in altre parti di questo mondo. Se qualcuno guardasse il nostro pianeta dall’alto vedrebbe focolai di guerre dappertutto, disperando di capire il perché. Dio stesso si pentirebbe di averci regalato il libero arbitrio.
La nostra democrazia è un sistema ammalorato dalle ambizioni di potere personale. Eleggiamo uomini forti illudendoci che difendano e facciano l’interesse dei deboli. I deboli sono carne da macello. Bertold Brecht torna di attualità: “La guerra che verrà / non è la prima. Prima / ci sono state altre guerre. / Alla fine dell’ultima / c’erano vincitori e vinti. / Fra i vinti la povera gente / faceva la fame. Fra i vincitori / faceva la fame la povera gente egualmente”. O per tornare a Manzoni: “Il clamor delle turbe vittrici / Copre i lai del tapino che mor”.