In 15 anni 351 filiali in meno. La metà dei paesi senza sportello, ora chiude la banca anche a Peia e Tavernola
In quindici anni, in provincia di Bergamo, il numero delle filiali bancarie si è quasi dimezzato, così che il 40% dei paesi ne è rimasto privo, mentre un altro 23% dei comuni ne conta uno soltanto. Di fatto, gli abitanti di intere aree della provincia, soprattutto gli anziani delle valli, hanno notevoli difficoltà a usufruire del servizio allo sportello. Il rischio della desertificazione assoluta, per queste zone, è praticamente alle porte. Lo denuncia lo studio di First Cisl, la categoria dei bancari di via Carnovali, che ha elaborato i dati della Fondazione Fiba che ha preso in considerazione tutto il territorio nazionale. Appare evidente che le tendenze emerse con la “liberalizzazione”, lungi dall’arrestarsi, si sono andate ulteriormente consolidando negli ultimi anni. L’Osservatorio sulla desertificazione bancariadella Fondazione ha certificato che la riduzione di sportelli è la più pesante dall’inizio delle rilevazioni. A Bergamo e provincia, dal 2010 gli sportelli in provincia sono diminuiti del 45,6%, passando da 770 a 419: i comuni attualmente senza alcuno sportello bancario sono 99 (il 40,75%) mentre quelli con un solo sportello bancario sono 57 (il 23,46%). La popolazione residente in comuni bergamaschi sprovvisti di sportelli bancari si attesta a 128.839 persone, nel 2015 erano 30.960 (+ 416%). A questi andranno ad aggiungersi, ad Ottobre, le chiusure già previste per quanto riguarda Intesa Sanpaolo: verranno chiuse le filiali di Peia e Tavernola Bergamasca (uniche banche presenti in questi comuni).
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