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La gioielleria Maurizio Zanga, ‘bottega’ di famiglia, da nonno Dante alle nipoti: “Crescevamo dietro al banco, era casa…”

Ci piace raccontare soprattutto le storie belle, vere e dure a volte ma felici e dal lieto fine (che poi non è finita mai).  Per la rassegna “botteghe di montagna e come fare a sopravvivere nelle aree interne…” oggi siamo andati dietro l’angolo precisamente a Villa d’Ogna paese di circa 1800 anime attraversato dal fiume, perfettamente posizionato tra l’altopiano di Clusone e l’Asta del Serio. Un’anima industriale che ha visto nei primi del 900 attrarre migliaia di operai da tutta la bergamasca. Oggi le sue fabbriche di tessuti sono un lontano ricordo ,rimane la Radici  e un centro storico  ormai desertificato di attività, ma che fa il pari con i  “colleghi” paesi montani della provincia di Bergamo,  delle altre province lombarde, nazionali e persino europee. Il declino dei centri storici è li da vedere da anni, ma mal comune non è mezzo gaudio è solo solidarietà tra periferici. Però, vi dicevo, ci sono anche storie di uomini e donne che hanno e continuano ad avere attività che funzionano, che non solo danno da vivere alle famiglie che ci lavorano, ma riempiono di soddisfazioni. Certo  non ci si può mai sedere sugli allori e occorre continuare  a buttare il cuore oltre l’ostacolo. Specialmente in montagna è un obbligo.
La gioielleria “Maurizio Zanga” si trova in viale Guglielmo Marconi poco prima del municipio. Se non sai che c’è non la vedi perchè non è fronte strada. Eppure facile fare la coda per essere serviti specialmente a ridosso delle cerimonie, delle comunioni e delle cresime e a Natale non parliamone neppure. Una lunga storia di famiglia sostiene questa bottega che pure scintilla di nuovo.

Alessia Zanga: “Io e le mie sorelle Anna e Serena abbiamo rilevato la ditta di mio padre Maurizio nel 2016  e ristrutturato completamente nel 2017, e si, è tutto nuovo ma rimane l’anima della mia famiglia anche nel nome che non abbiamo cambiato perchè per noi questo negozio è lui, e per mantenere una tradizione insieme ad un senso di famiglia”. E proprio in famiglia ci si sente accolti entrando. Facile incontrare le tre bellissime ragazze, tutte mamme, spesso con qualche piccolo dietro il banco o sulle ginocchia di Maurizio che ancora, nonostante sia in pensione da 15 anni, spunta da dietro il suo “piccolo regno” mentre aggiusta orologi davanti agli occhi curiosi dei nipoti. Ti può capitare di incontrare spesso anche l’elegante mamma Rossella Trussardi mentre crea vetrine e disegna nuovi gioielli.

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