Viaggio tra volti e sguardi. Storie di donne di montagna dalla fine dell’800 ai primi anni ’60: Amelia che a 21 anni fu la prima donna a percorrere la via orientale della Presolana…
Fine agosto 2025. Castione della Presolana. Il caldo ha lasciato il posto alle prime giornate fresche. Le strade ancora percorse da famiglie di villeggianti, molti gli anziani. É stata una bella estate, nel senso dell’afflusso turistico e i “milanesi” si godono gli ultimi giorni di relax prima di tornare alla vita frenetica della città. Entro nell’elegante hall dell’hotel Milano, appunto, dove le foto della mostra sulle donne di montagna mi portano indietro nel tempo, il tempo dove la villeggiatura muoveva invece i primi passi. Bianco e nero, piccoli ritratti timidi, altri più vocianti che sono quelli di gruppo. Foto di donne scalatrici dove di outfit tecnico non c’era traccia. In vetta alla Presolana con giacche di lana e scarponi fatti a mano per le più ricche (c’è pure la foto dei reali del Belgio con la Regina inerpicata con una semplice corda di canapa in vita) e scarpe e vestiti di tutti i giorni per le altre. Poche le foto di donne eleganti, molte quelle delle donne lavoratrici. Sorridono all’obbiettivo senza nascondere i volti scavati dalla fatica di chi aveva una media di 8/10 figli e famiglie sulle spalle perchè quelle dei mariti erano occupate a portare fardelli all’estero o armi in guerra. Donne che tirano carretti colmi di legna che prima l’avevano tagliata. Così, come ultima cosa della giornata, dopo aver magari curato le pecore, pulito l’aia delle galline, lavato i panni al fiume e allattato come balia i figli della vicina. Donne che però con menti illuminate che hanno dato vita ad un nuovo sistema economico, anche turistico, che ha rivoluzionato Castione, come tutto l’arco alpino. Imprenditrici straordinarie che hanno visto lontano, hanno visto l’oggi. Storie dimenticate che la mostra ha riportato in vita e che raccontano della forza del matriarcato, un buco nero nei libri di storia. Roberto Iannotta dell’hotel Milano mi accoglie con l’eloquenza colta e gentile: “La mostra ha chiuso il 24 agosto e ha indagato il ruolo femminile in montagna dalla fine dell’800 agli anni 60-70 del 900. Ha ricevuto davvero molti visitatori, ma soprattutto grande attenzione e suscitato dibattiti ed emozioni.Sarà itinerante (ancora stanno decidendo le altre location n.d.r) e mano a mano si arricchirà delle foto-storie dei posti in cui sarà accolta, per terminare poi nel 2026 proprio nei luoghi e in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina… vedi qui le foto delle donne olimpiche del 1956”. L’esposizione, a cura di Monica Morazzoni e Valeria Pecorelli è nata in seno al dipartimento di studi umanistici dell’università IULM di Milano. “Partita dal Cadore, Cortina, lo Stelvio, Bormio è quindi approdata a Castione della Presolana, grazie all’ex rettore e professore onorario Gianni Canova originario del nostro paese. Noi abbiamo poi selezionato foto locali e inserite nella mostra con le altre”. Tre le sezioni, “Donna e vetta”, “Donna e terra” e infine “Donna e viaggio”.
ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO IN EDICOLA DAL 29 AGOSTO


