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“Gioco di squadra, rispetto, divertimento e voglia di crescere insieme”. I Raptors, portabandiera del rugby in Val Cavallina

Il presidente Zambetti: “Uno dei valori imprescindibili è il rispetto per gli avversari, l’arbitro, i dirigenti dell’altra squadra, i tifosi”

Il gioco di squadra era uno dei segreti del successo dei raptors, gli agili e intelligenti dinosauri resi famosi dalla saga di ‘Jurassic Park’. Ed è proprio sul gioco di squadra che si basa, più che altri sport, il rugby.
In Italia la palla ovale non è diffusa come quella circolare del calcio, del basket e del volley, ma si sta facendo strada, attirando ragazzi e ragazze che rimangono affascinati da questo sport che coniuga forza, tenacia, intelligenza e (appunto) gioco di squadra.
Il ‘santuario’ della palla ovale in Val Cavallina si trova a Trescore Balneario, nel centro sportivo di Via Damiano Chiesa, a pochi passi dal PalaTerme. È qui che c’è la sede e il campo da gioco della società Raptors Valcavallina Rugby, presieduta da Andrea Zambetti, di Ranzanico.
Il presidente e sua moglie Noemi Leoni (responsabile del mini rugby, team manager del progetto Orobic di under 14 e delegata del Comitato regionale lombardo per la provincia di Bergamo) ci accolgono proprio qui, dove i ragazzi e le ragazze dei Raptors si allenano, giocano, corrono, cadono, si rialzano e si divertono attorno alla palla ovale.
Parto da una premessa: il rugby non è solo sport, ma è gioco di squadra, rispetto, divertimento e voglia di crescere insieme. È questo che noi diciamo sempre ai nostri ragazzi. E questo è il bello del rugby”.
Quante squadre avete? “Abbiamo le prime mete (cioè i bambini che hanno quattro anni compiuti), poi l’under 6, l’under 8, l’under 10, l’under 12 e l’under 14. Per quest’ultima, cioè per i ragazzi dai 12 anni compiuti in su, ci appoggiamo al progetto Orobic insieme alle altre società di rugby della provincia. L’Orobic funziona così: l’under 14 di tutte le società è gestita da noi Raptors, l’under 16 dalla Orio Seriate e l’under 18 dal Bergamo Rugby. C’è poi la squadra dei Brontosauri, che è composta da una ventina di adulti over 35, tra cui quasi tutti i nostri allenatori e alcuni papà e mamme i cui figli giocano qui a rugby e hanno voluto farlo anche loro. Anche io e mia moglie ne facciamo parte – sorride Andrea – I Brontosauri danno anche una mano alla società, ad esempio quando c’è da fare qualche manutenzione al campo, come è successo questa mattina. Il più anziano della squadra è il nostro direttore tecnico, che ha 59 anni e gioca ancora”.

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