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Monica Guerritore: “Il Premio al festival del Cinema di Venezia? Un risarcimento per l’amore che ho ricevuto dal pubblico di tutto il mondo…”

Monica Guerritore. Premio al Festival del Cinema di Venezia come Miglior Attrice italiana per le serie tv con Inganno, serie tv trasmessa in 123 paesi al mondo, 29 milioni di spettatori sulla piattaforma Netflix, un successo di quelli che travolgono tutto e tutti. Non lei. Donna che ha attraversato il cinema e il teatro e che è ancora in cammino. Cammino che la porterà a Lovere domenica 31 agosto con lo spettacolo ‘Mentre rubavo la vita’ dove interpreta un’altra donna forte e intensa come lei, Alda Merini, insieme alle musiche di Giovanni Nuti. E poi un autunno intenso, il 6 novembre uscirà in Italia il suo film su Anna Magnani, altra Donna con la D maiuscola, e le musiche sono scritte sempre da Giovanni Nuti, come nello spettacolo di Alda Merini.
Da dove cominciamo? Lei ha attraversato la storia del teatro e del cinema, detto così sembra che abbia ormai finito la carriera; invece, è sempre nel pieno… “Sono molto più giovane di quello che qualcuno crede, sorprendo e mi sorprendo sempre di cose nuove”.
Porta in scena Alda Merini a Lovere e poi si tuffa nel film che sta per uscire su Anna Magnani, due donne forti, intense, passionali, controcorrente e intanto vince il premio come migliore attrice italiana al festival del cinema di Venezia.
“Alda Merini non l’ho conosciuta personalmente ma è come se la conoscessi, ci sono donne che parlano per noi. Alda Merini e Anna Magnani sono donne simili, anarchiche, fuori dalle righe, personaggi femminili caratterizzati dalla carne a contatto del mondo, lo diceva Alda Merini ‘vivo con la carne a contatto del mondo, posso essere segnata, viva, scorticata, i segni restano sul corpo’, così come è successo ad Anna Magnani, segni che penetrano la psiche, l’anima, che la avvolgono, che la vivono. Donne che non si sono risparmiate, che hanno buttato dentro talento, vis, forza a servizio dell’arte, a servizio dell’autodeterminazione femminile, nessuno poteva dire a loro cosa fare e come farlo, non erano manovrabili”. Le nuove generazioni però non conoscono Anna Magnani, non è un rischio fare un film su di lei? “Io sono dell’idea che bisogna rigenerare i lasciti.

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