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Alessia Pifferi era pienamente capace di intendere e di volere

La donna aveva lasciato morire di stenti la figlioletta di 18 mesi nel luglio del 2022. Era sola a Milano mentre lei era a Leffe dal compagno

Alessia Pifferi era pienamente capace di intendere e volere quando ha lasciato morire di stenti la figlioletta Diana di 18 mesi lasciata sola in casa per sei giorni a luglio del 2022, mentre lei si era recata dal compagno a Leffe. A stabilirlo è stata la perizia disposta nel processo di secondo grado a carico della donna, che in primo grado era stata condannata all’ergastolo per omicidio volontario aggravato. Nel maggio 2024, la Corte d’Assise di Milano aveva condannato Alessia Pifferi all’ergastolo per omicidio volontario aggravato dal legame di parentela e da motivi «futili e abietti», stabilendo che si trattava di un gesto «mosso dall’egoistico movente» di trascorrere un fine settimana con il compagno. L’aggravante della premeditazione è stata esclusa. Le motivazioni della sentenza evidenziarono come Alessia Pifferi fosse consapevole della gravità del proprio atto e del pericolo per la figlia, e che, nonostante fosse consapevole, avesse agito lo stesso. In primo grado, una perizia psichiatrica disposta dal tribunale concluse che la Pifferi era capace di intendere e volere e che non vi era motivo di concedere attenuanti psichiche. La difesa, sostenuta dall’avvocata Alessia Pontenani, contestò la valutazione, sostenendo che la donna soffrisse di un grave deficit cognitivo – addirittura il suo QI era paragonabile a quello di un bambino di 7 anni – e che potesse essere incapace di comprendere le conseguenze delle proprie azioni o mentire consapevolmente. Nel febbraio 2025, la Corte d’Appello di Milano accolse la richiesta della difesa e dispose una nuova perizia psichiatrica collegiale sulla capacità di intendere e volere di Pifferi, definendo il materiale a disposizione in primo grado come «lacunoso, incompleto e a tratti contraddittorio». L’esito della perizia di secondo grado è arrivata oggi, martedì 26 agosto 2025: “Alessia Pifferi era pienamente capace di intendere e volere al momento dei fatti”. Il 24 settembre, davanti alla Corte, ci sarà la discussione in aula degli esperti sull’esito degli accertamenti, alla presenza dei consulenti delle parti. Il 22 ottobre, il processo d’appello potrebbe arrivare a sentenza.