Logo
Voci del silenzio

Rallento le parole. Accelero il resto. Che poi se si chiama resto è perché dovrebbe essere qualcosa in più che poco c’entra. Ma agosto è così. Sulla carta e non sulla carta. Anche io me ne vado, in compagnia di un semplice verso, solo e leggero, appoggiato sulla spalla a suggerirmi spazi di vento. Lasciare l’erba del giardino crescere come una capigliatura scapigliata che guadagna la fuga oltre il cancello come una fiaba dei fratelli Grimm. Concedersi di non essere quello che si crede di dover essere e fare. Senza nemmeno andare al mare per forza, in colonna per forza, in montagna per forza. Voglio solo starmene con me senza stare con me. E basta. Ascoltare voci che parlano piano, che sanno dire senza farti e farsi male, che scelgono spesso il silenzio.

Ascoltare le voci che esprimono il senso del divino che nemmeno so cosa è, senza dimenticare quello umano. Ascoltare il silenzio fra una nota e l’altra, soprattutto la pausa tra due suoni. Vorrei qualcuno che mi si siede accanto senza raccontare, qualcuno che sa contenere la sua verità senza buttarla addosso a tutti. Amo chi fa finta di dormire per farti sentir libero di andare. In pace. Buone vacanze.