Don Mauro e il restauro della reliquia di San Macario, uno dei martiri delle catacombe: “Abbiamo in casa un testimone vivente della fede”
Le monache del laboratorio di restauro dll’abbazia benedettina ‘Mater Ecclesiae’ hanno ripulito e restaurato la reliquia di San Macario
Dalle catacombe romane di San Callisto alla cittadina termale di Trescore Balneario, il viaggio del corpo di San Macario, uno dei martiri cristiani dei primi secoli, è stato lungo. E dopo aver ‘riposato, per lunghi anni dopo il suo arrivo a Trescore agli inizi del 1700, il Santo ha fatto di recente un altro viaggio. È stato infatti portato all’abbazia benedettina ‘Mater Ecclesiae’ dell’isola di San Giulio, sul Lago d’Orta. Le monache del laboratorio di restauro hanno infatti ripulito e restaurato la reliquia e la preziosa veste realizzata a Venezia ai tempi della Serenissima Repubblica marinara. Un restauro accurato che è stato voluto da don Mauro Arizzi, dal 2021 prevosto di Trescore. Il sacerdote, prima di parlare del restauro, fa un breve tuffo nel passato, ricordando da dove proviene la reliquia custodita da secoli nella chiesa parrocchiale dedicata a San Pietro Apostolo.
“Macario è un martire del 300 dopo Cristo che si trovava nei piani più in profondità delle catacombe di San Callisto. In un primo tempo erano stati rinvenuti i corpi che si trovavano nei primi tre piani di queste catacombe e solo nel 1600 il Papa dell’epoca aveva ordinato di scavare ancora più in profondità. Sono stati così trovati molti altri corpi, tra cui quello di Macario. Insieme al suo corpo c’era una sacca che conteneva sabbia intrisa di sangue.
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